Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “I giovani e il lavoro. La scuola è all’altezza delle nuove necessità? a) Sì; b) No; c) C’è da migliorarla”. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Qual è il suo giudizio sullo stato attuale della nostra economia? a) Positivo b) Così così; c) Negativo”. Per rispondere c'è tempo fino al 30 novembre. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 5 dicembre.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Rispondo di no, e non lo dico solo io ma anche un bel po’ di gente che ci capisce.
333.4362XXX

La scuola andrebbe organizzata meglio e orientata verso il futuro. Oggi non è così.
335,5769XXX

I docenti fanno quello che possono, ma al ministero dell’Istruzione dovrebbero capire meglio le nuove esigenze e muoversi di conseguenza.
Cinzia Serra - Per e-mail da Roma

Mancano migliaia di diplomati e laureati ma nessuno si pone il problema. Continuando così andiamo a sbattere.
345.8041XXX

Molte aziende hanno cominciato a formare in proprio il personale di cui hanno bisogno perché la scuola è in ritardo con le nuove necessità.
348.8750XXX

Non butterei tutto dalla finestra: ci sono università che preparano figure all’altezza dei tempi, ma ce ne vorrebbero di più.
Manuela Lattanzi - Per telefono da Roma

Gli istituti tecnici non sono male, però non ce la fanno a stare al passo con le esigenze delle imprese.
338.3759XXX

Anche chi si diploma o si laurea spesso non ha le competenze che servono al mondo del lavoro. Forse bisognerebbe rivedere le linee programmatiche lungo le quali si muove il mondo della scuola.
335.5526XXX

Se all’inizio di ogni anno scolastico mancano migliaia di docenti perché meravigliarsi se poi la preparazione dei ragazzi ne risente pesantemente?
331.6782XXX

Siamo alle solite: la scuola non va, per la salute non ci sono i soldi, il carrello della spesa è sempre più salato. È così da tempo ma nessuno ci mette una pezza.
335.7745XXX

Qualche proposta positiva è venuta fuori in questi mesi. Ma adesso si deve passare ai fatti.
349.5389XXX

Mi tremano le vene dei polsi quando penso alla diffusione dell’intelligenza artificiale in un Paese, il nostro, che pare non accorgersi che il mondo sta cambiando a passo di carica.
Marco Vanni - Per e-mail da Roma

Si può e si deve fare di più: dalla scuola dipende il nostro futuro.
338.6841XXX

I programmi sono troppo obsoleti e troppo teorici.
333.5973XXX

Quando si parla di scuola sarebbe bene capire perché troppi giovani decidono di non terminare gli studi. È un grosso problema per il Paese e per il domani di questi ragazzi.
Stefano P. - Per telefono da Roma

Ci si laurea poco e male. Il motivo? Secondo me sono gli stipendi troppo bassi a fronte delle spese che si devono affrontare per frequentare l’università.
338.4328XXX

Dopo la Romania, è in Italia che si registra la quota più bassa di laureati. È urgente invertire la tendenza se non vogliamo finire ai margini dei Paesi più industrializzati.
346.7107XXX

Si vuole migliorare l’istituzione scolastica? Allora che si cominci col pagare gli insegnanti come si deve e come si conviene al loro ruolo e alla loro missione.
335.7436XXX

Qui a Roma non pochi edifici scolastici sono alle prese con crolli dei soffitti e altre piccole e grandi disfunzioni. Se ci vogliamo fare del male continuiamo ad andare avanti così.
Fabio Sereni - Per e-mail da Roma

La scuola non è al centro dei pensieri di questo e dei governi che lo hanno preceduto. È una realtà che, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti.
338.2059XXX

Le cose sono da migliorare, ma non tutto è da buttare.
333.8640XXX

Pubblicato in Rubriche

Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Dopo il voto dell’8-9 giugno i temi del lavoro sono diventati più centrali? a) Sì; b) No; c) Non so”. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “I giovani e il lavoro: la scuola è all’altezza delle nuove necessità? a) Sì; b) No; c) C’è da migliorarla”. Per rispondere c'è tempo fino al 18 ottobre. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 24 ottobre.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

I dati dicono che l’occupazione è+ in crescita. Non so se le elezioni abbiano influito, ma va bene così.
338.5643XXX

A parole i temi del lavoro sono sempre centrali, e ci mancherebbe!
339.6530XXX

Che c’entra il lavoro con le elezioni?
338.8616XXX

Se la gente va sempre meno a votare significa che dalle elezioni non ci si aspetta granché.
335.7758XXX

L’Europa – perché si è votato per eleggere il nuovo Parlamento europeo – dovrebbe fare di più per rilanciare il lavoro. È vero che altri Paesi dell’Ue stanno meglio di noi in materia di occupazione, ma non mi pare che l’argomento sia al centro delle preoccupazioni di Bruxelles.
Marco Carta - Per telefono da Roma

È una domanda che non capisco: che cosa c’entrano le elezioni europee con il lavoro?
348.7736XXX

Alle elezioni europee dell’8-9 giugno ha partecipato il 49,7 degli aventi diritto al voto, il dato peggiore da quando l’Italia è una Repubblica. Vuol dire che, anche per quanto riguarda l’occupazione, non si crede che l’Europa possa svolgere un ruolo di spinta.
Gianna D. - Per telefono da Roma

Dall’Europa prendiamo spesso ciò che più ci conviene (vedi i soldi del Pnrr). Per esempio, perché continuiamo a dire di no al salario minimo quando è in vigore in quasi tutti gli altri Paesi dell’Unione?
Michele Rossetti - Per e-mail da Roma

Il voto per l’Europa è servito solo a dare un posto (e che posto!) a chi è stato eletto.
Carlo Viti - Per telefono da Napoli

Il tema del lavoro dovrebbe essere sempre al centro dell’attenzione di chi ci governa.
338.5802XXX

Se non sbaglio, tra chi si è recato alle urne sono stati più numerosi coloro che un’occupazione ce l’hanno. Segno che chi non se la passa bene non crede più al voto come mezzo per migliorare le cose.
Rosa Giorgi - Per e-mail da Roma

Tutto è rimasto come prima.
339.5436XXX

Elezioni o non elezioni, per i giovani trovare lavoro era e resta un problema.
335.8994XXX

Il lavoro è legato allo sviluppo dell’economia e l’Italia, nonostante qualche risultato positivo, non mi pare che abbia il vento in poppa.
338.5325XXX

Sono andato a votare e debbo dire che al seggio c’ero solo io.
339.5217XXX

Non vedo il nesso tra l’elezione e i posti di lavoro.
339.3258XXX

I temi del lavoro più centrali? Non mi pare.
Teresa F. - Per e-mail da Roma

È presto per dire se il voto dell’8-9 giugno avrà un effetto positivo sul versante del lavoro. C’è da sperarlo…
338.6504XXX

Anche dopo il voto poco è cambiato: se sull’occupazione arrivano dati positivi il merito è di chi governa, se invece arrivano dati negativi è colpa di chi rema contro. Questo per sottolineare che non siamo in grado di mettere in campo una vera strategia sull’occupazione di lungo respiro che non risponda alle esigenze della propaganda.
Raffaele Bellucci - Per telefono da Roma

Il mio parere è tra il “no” e il “Non so”.
339.4328XXX

Elezioni e lavoro? È come scambiare fischi per fiaschi.
335.6648XXX

Pubblicato in Rubriche

Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Per chi cerca lavoro quanto sono utili i Centri per l’impiego? a) Molto; b) Poco; c) Per niente”. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Dopo il voto dell’8-9 giugno i temi del lavoro sono diventati più centrali? a) Sì; b) No; c) Non so”. Per rispondere c'è tempo fino al 1º agosto. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero dell’8 agosto.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Potrebbero e dovrebbero essere utili ma così come sono servono a poco.
339.5428XXX

Il mio giudizio è positivo. Mi hanno ascoltato e consigliato al meglio e alla fine sono stati utili per farmi trovare un’occupazione (anche se a tempo determinato).
Luciano Carli - Per telefono da Roma

Mi sono iscritta al Centro per l’impiego più vicino ma da allora, e sono passati 7 mesi, nessuna notizia…
Rita S. - Per e-mail da Roma

Funzionano poco anche perché mi pare che non ci si punti davvero.
339.6430XXX

Iscriversi a un Centro per l’impiego è senz’altro utile per accedere ai benefici che rientrano nelle politiche attive per il lavoro. Per il resto, poco o nulla.
Michele Sarti - Per e-mail da Roma

Ma se non funziona il rapporto con le imprese, se cioè i posti di lavoro a disposizione sono pochi, che cosa possono fare i Centri per l’impiego?
338.6981XXX

Mi dicono che in Germania i Cpi funzionano più che bene. Perché non proviamo a copiarli?
335.7758XXX

Così come sono servono a poco.
347.2305XXX

Manca una vera sinergia tra Centri per l’impiego e aziende. È da troppo tempo che è così, ma poco cambia.
338.7659XXX

Sono utili i Centri per l’impiego? Direi poco.
348.3317XXX

Il personale mi è sembrato preparato però con poche “armi” a disposizione: troppo scarse le offerte di lavoro proposte in relazione alle mie competenze.
Giovanni M. - Per telefono da Roma

Per quanto mi riguarda posso dare un giudizio positivo sul personale, ma i Cpi devono migliorare molto proprio sul versante delle offerte di lavoro.
335.6089XXX

Appena mi sono diplomato, lo scorso anno, mi sono iscritto a un Centro per l’impiego. Da allora mi è arrivata una sola proposta di lavoro che, però, non è andata a buon fine: il contratto era di breve durata e dovevo percorrere ogni giorno una trentina di chilometri…
Raffaele Lucidi - Per e-mail da Roma

Mi pare che nel Pnrr ci siano dei soldi anche per migliorare l’attività dei Cpi. A dire il vero qualcosa è stato fatto ma di strada ne resta ancora da fare.
338.6588XXX

Non mi sembra che i Cpi sfruttino al massimo tutte le opportunità di impiego che ci sono sul mercato. Forse andrebbe rafforzato il personale che tiene i contatti con le imprese.
G. N. - Per e-mail da Roma

Pollice verso.
335.7651XXX

I Centri per l’impiego non riescono a porsi come veri intermediari tra domanda e offerta di lavoro. Ed è un bel problema visto che proprio questo dovrebbero fare.
Loretta - Per e-mail da Viterbo
I Cpi fanno capo alle Regioni che però, a quello che ho potuto notare, non è che fanno il massimo per metterli nelle condizioni di svolgere un servizio efficace.
Mauro Velli - Per e-mail da Roma

Sono tante le opportunità di impiego che restano inevase: un po’ di responsabilità ce l’hanno anche i Cpi che dovrebbero fare da ponte tra domanda e offerta.
Corrado F. - Per telefono da Latina

Ho l’impressione che le aziende, quando hanno bisogno di personale, non hanno i Centri per l’impego come stella polare.
338.6345XXX

Sono inutili.
339.7903XXX

Non so quanti siano adesso i dipendenti dei Cpi (una volta ho letto la cifra di 10.000) e quanto costino allo Stato, cioè a noi tutti. Detto questo, mi piacerebbe che qualcuno facesse un calcolo costi-benefici: cioè, per ogni posto di lavoro trovato e occupato, quanto abbiamo dovuto sborsare?
Riccardo - Per telefono da Roma

I Centri per l’impiego dovrebbero essere lo snodo essenziale per il funzionamento della macchina offerta-domanda di lavoro. Ma purtroppo non è così.
Sonia Carlesi - Per e-mail da Roma

La mia esperienza è stata positiva perché, anche se nel tempo, ho potuto scegliere tra un buon numero di offerte di lavoro.
335.6805XXX

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Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “L’8 e il 9 giugno si vota per le elezioni europee. Per il lavoro l’Unione è utile o serve a poco? a) È utile; b) Serve a poco”. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Per chi cerca lavoro quanto sono utili i Centri per l’impiego? a) Molto; b) Poco; c) Per niente”. Per rispondere c'è tempo fino al 24 giugno. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 27 giugno.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

I posti di lavoro sono merce delicata e i Paesi che hanno bisogno di manodopera preferiscono, giustamente, che siano i loro cittadini ad occuparli.
388.7642XXX

Se non ci fosse l’Unione Europea, l’Italia sarebbe già andata a fondo.
335.8549XXX

Io sono per un’Europa davvero unita e solidale: allora sì che il lavoro potrebbe trovare giovamento.
347.2659XXX

L’Europa è un’opportunità solo per chi ha una buona qualifica professionale. Per i lavori più comuni spesso si preferiscono gli extracomunitari.
339.4306XXX

Nei concorsi pubblici è obbligatoria l’apertura anche ai candidati dell’Unione Europea. La norma vale per tutti i Paesi membri dell’Ue. Mi piacere sapere quanti lo sanno e quanti sono riusciti a cogliere l’occasione.
Carla Lorenzi - Per telefono da Roma

L’Europa predica bene ma razzola male. Almeno sul lavoro.
348.7603XXX

Tranne qualche programma di studio e qualche ricerca di profili professionali ad alta specializzazione, sperare in un lavoro in Europa è inutile.
338.7591XXX

Che dire? Siccome sono sempre di più i giovani italiani che decidono di andare all’estero per trovare un impiego in linea con gli studi fatti, significa che le opportunità non mancano.
329.5547XXX

Quest’Europa andrebbe rifondata. Adesso è in mano ai burocrati e così com’è serve a poco.
339.1638XXX

L’Europa immaginata dai padri fondatori deve essere ancora realizzata, e anche il lavoro ne risente.
338.5490XXX

Per la circolazione e la tutela dei lavoratori l’Europa dovrebbe fare di più.
337.8768XXX

Spero che le prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo possano rimettere in moto quei meccanismi che all’inizio tanto ci avevano fatto sperare, compreso un vero interscambio dei lavoratori.
Roberto C. - Per e-mail da Roma

L’Europa ci va bene solo quando ci sgancia dei bei soldini, vedi le risorse che hanno dato vita al Pnrr…
335.6236XXX

Se il problema del lavoro non ce lo risolviamo da soli, hai voglia di sperare nell’Europa.
338.4255XXX

Chiudiamo gli occhi e immaginiamo l’Italia al di fuori dell’Europa: se già siamo ultimi in tutto la situazione sarebbe addirittura peggiore.
338.2659XXX

Prima della Brexit erano molti i giovani che andavano in Gran Bretagna per lavorare e imparare l’inglese. Ora non è più possibile e non è una bella notizia. Tra l’altro, non mi pare che l’”autarchia” abbia stimolato l’economia di quel Paese. Anzi.
Andrea Antonelli - Per e-mail da Firenze

All’Europa del lavoro non ci credo. Forse tra qualche secolo…
389.8861XXX

L’Europa è fatta dagli europei e le istituzioni riflettono il risultato delle elezioni. Per questo occorre mandare a Bruxelles persone veramente competenti.
335.8428XXX

Una volta la Germania era un bel serbatoio di posti di lavoro. Adesso, però, anche la locomotiva tedesca ha rallentato la corsa, e a Berlino e dintorni è sempre più difficile trovare un impiego.
334.6789XXX

Non sono in grado di dire quanto sia utile l’Europa per il lavoro. Sono però convinto che senza l’ombrello dell’Europa tutti i dati sarebbero peggiori.
320.3540XXX

Fino a qualche anno fa, tra i giovani gli euroscettici erano pochi. Ora la situazione è cambiata forse perché ci si aspettava di più dall’Unione anche sul versante del lavoro.
Mila Corsini - Per telefono da Roma

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Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Di chi è la responsabilità se in Italia ci sono ancora troppi stipendi poveri? a) delle imprese; b) del governo; c) dei sindacati”. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “L’8 e il 9 giugno si vota per le elezioni europee. Per il lavoro l’Unione è utile o serve a poco? a) È utile; b) Serve a poco”. Per rispondere c'è tempo fino al 13 maggio. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 17 maggio.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Le norme in vigore non tutelano abbastanza i lavoratori. Di chi la colpa? Di chi dovrebbe provvedere e non lo fa.
393.4332XXX

L’estate si avvicina e come sempre sarà facile trovare lavoro; ma come sempre lo sfruttamento continuerà ad essere all’ordine del giorno con retribuzioni, quando va bene, di 5-6 euro l’ora.
Carla D. - Per telefono da Roma

Ho letto che in Italia i lavoratori poveri sarebbero più di 3 milioni, ma io credo che siano molti di più. La responsabilità è di tutti: delle imprese, del governo e dei sindacati.
333.7649XXX
Se sono sempre di più coloro che scelgono di andarsene all’estero è perché altrove gli stipendi sono più alti, e di molto. Però si fa finta di non vedere. Così continuiamo a perdere fior di professionisti che, in un mondo sempre più specializzato, ci farebbero comodo
Marcello Lisi - Per telefono da Roma

Nelle statistiche i lavoratori poveri fanno parte degli occupati, ed è vero. Solo che le statistiche non ci dicono come si fa a vivere con paghe intorno ai 1.000 euro al mese.
393.6854XXX

I sindacati dovrebbero farsi sentire di più, soprattutto in difesa dei più giovani che quando si tratta di primo impiego vengono presi letteralmente per la gola.
349.4768XXX

Le banche, con il rialzo dei tassi, hanno guadagnato un’enormità. Però hanno messo alla porta più di 50.000 impiegati. A me non sembra giusto.
338.5526XXX

Ci sono grandi aziende che hanno fatto profitti e che hanno deciso di aumentare gli stipendi dei dipendenti. Un applauso. Ma tante altre se ne infischiano, magari pagando stipendi esorbitanti ai loro dirigenti.
331.2758XXX

Ci sono tanti contratti che devono essere rinnovati. Intanto i lavoratori interessati hanno visto diminuire il loro potere d’acquisto a causa dell’inflazione e dell’aumento dei prezzi. I sindacati mi sembrano troppo timidi.
Mario S. - Per telefono da Roma

Non è il governo che può determinare gli stipendi che, invece, è prerogativa della contrattazione collettiva. Però quando si aprono i tavoli di crisi o le aziende tirano troppo la corda dovrebbe schierarsi dalla parte dei lavoratori. Cosa che non mi pare.

Molte aziende sanno fare bene i loro interessi e meno quello dei dipendenti. i sindacati che non sono capaci di imporsi.
Daniela Sforza - Per e-mail da Roma

Lavoro presso un marchio della grande distribuzione con un contratto part time. Alla fine del mese riesco a mettermi in tasca 780 euro. Per andare avanti sono costretto a chiedere aiuto ai miei genitori. Questi sono fatti.
F. T. - Per e-mail da Roma

Anche ultimamente l’occupazione è aumentata. Ma pochi si sono scomodati ad andare a vedere come sono strutturati gli stipendi. Insomma, se l’occupazione è in crescita lo stesso vale per gli stipendi poveri.
Anna Belli - Per telefono da Roma

Perché non si toccano gli extra-profitti per favorire i lavoratori? Qui è il governo che deve intervenire.
Matteo S. - Per e-mail da Monterotondo

Non viviamo in un Paese perfetto dove ognuno rispetta i diritti dell’altro ma dove la spunta chi è più forte. In questo momento i più deboli sono i lavoratori ed è il motivo dei troppi stipendi poveri che ci sono in giro. Molte le responsabilità, anche dei sindacati.
Giuseppe Risi - Per e-mail da Roma

Il governo dice ma non fa. Avrebbe fatto bene ad accogliere la proposta del salario minimo. Si era parlato di provvedimenti alternativi ma finora non si è visto niente di concreto.
333.4765XXX

Non salvo nessuno: se ci sono tanti stipendi poveri la responsabilità è, nell’ordine, del governo, delle aziende e dei sindacati.
394.3760XXX

Oltre agli stipendi poveri ci sono anche imprenditori che “assumono” con contratti che non corrispondono alla mansione.
338.9123XXX
Gli appalti continuano ad essere una giungla dove gli stipendi poveri sono la regola. Una situazione che il governo non dovrebbe tollerare. Eppure ha incentivato i cosiddetti appalti a cascata. Dopo il crollo di Firenze e i cinque operai morti sembrava che si volesse ridiscutere la misura. Adesso non se ne parla più.
Piero M. - Per telefono da Firenze

L’Italia è così: i garantiti sono garantiti e gli altri che si arrangino.
349.6548XXX

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Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Sono giusti gli scioperi proclamati dai sindacati o creano più problemi anziché risolverli? a) Sono giusti; b) Creano più problemi; c) Non so”. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Di chi è la responsabilità se in Italia ci sono ancora troppi stipendi poveri? a) Delle imprese; b) Del governo; c) Dei sindacati; d) Dell’economia che non tira abbastanza”. Per rispondere c'è tempo fino al 30 marzo. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 4 aprile
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Ci sono contratti che non vengono rinnovati da anni: per me è il segno della scarsa forza dei sindacati.
335.5540XXX

Quando c’è uno sciopero che riguarda il trasporto locale i mezzi pubblici non dovrebbero circolare. Invece, basta aspettare un po’ e il bus arriva…
339.7624XXX

Si può essere d’accordo o meno sulle strategie dei sindacati ma metterli in discussione sarebbe un suicidio sociale.
335.8375XXX

In giro ci sono troppe sigle sindacali, alcune delle quali con scarsissimo seguito. Le vertenze devono essere portate avanti solo da chi ha una rappresentanza reale tra i lavoratori.
Marcello D. - Per e-mail da Roma

È vero che i sindacati hanno perso il peso che avevano una volta: non è una bella notizia.
348.5320XXX

Speso gli scioperi danneggiano gli altri lavoratori: la loro proclamazione va gestita meglio.
339.8652XXX

Creano più problemi che altro.
347.4216XXX

Chi non ha una rappresentanza sindacale di riferimento è più debole di fronte al datore di lavoro.
338.9538XXX

Lo sciopero vale la candela? Voglio dire che chi si astiene dal lavoro perde una giornata di stipendio e il recupero è poi difficile soprattutto se il rinnovo dei contratti si trascina per le lunghe.
Tony C. - Per e-mail da Roma

Finalmente anche Maurizio Landini si è accorto che va ampliata la rappresentanza sindacale (tra i 5,2 milioni di iscritti, 2,5 milioni sono pensionati). Giusto. Ma non poteva accorgersene prima?
Gina S. - Per telefono da Roma

I sindacati devono farsi sentire di più: non è possibile che ancora oggi intere categorie di lavoratori continuino a guadagnare una miseria.
388.6078XXX

Fino a qualche anno fa la proclamazione di uno sciopero generale riusciva davvero a fermare l’Italia: adesso non è più così ed è la dimostrazione di come i sindacati abbiano perso posizioni tra i lavoratori.
Alberto Simone - Per telefono da Roma

I sindacati hanno difeso solo alcune categorie ignorando (o quasi) molte altre.
348.8422XXX

Va bene la battaglia sul salario minimo ma mi pare che finora non abbia portato a nulla. Non voglio parlare di fallimento, però i sindacati farebbero bene a rifletterci sopra.
338.2650XXX

C’è chi si è schierato apertamente contro gli scioperi (vedi quelli proclamati dai trasporti): eppure è un diritto sancito dalla Costituzione.
335.6437XXX

Di fronte ai tanti giovani che hanno buste paga che valgono una miseria i sindacati dovrebbero fare di più. Che cosa aspettano?
Anna Fortini - Per telefono da Firenze

I sindacati difendono solo il loro orticello di iscritti. Difendere il lavoro è un’altra cosa.
339.1530XXX

Guai a indebolire i sindacati. Chi ci sta provando è perché vuole isolare i lavoratori con tutto ciò che ne consegue.
348.5086XXX

Sono importantissimi per un corretto bilanciamento dei poteri. Mi vengono i brividi solo a pensare di farne a meno.
338.9058XXX

Non li amo particolarmente, però molte cose che sostiene Maurizio Landini sono sacrosante.
339.1564XXX

Molti giovani ritengono inutile iscriversi ai sindacati. Lo ha accertato una recente ricerca della Cgil. C’è chi li ritiene troppo remissivi o addirittura latitanti di fronte a certi problemi.
392.3349XXX

Il mondo cambia in fretta e i sindacati non sempre sono riusciti a intercettare i nuovi bisogni dei lavoratori.
335.6082XXX

Lavoro in una grande azienda e posso assicurare che senza lo scudo dei sindacati le nostre condizioni di lavoro sarebbero ben peggiori.
338.8658XXX

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Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Nel 2024 per il lavoro le cose andranno meglio rispetto al 2023? a) Sì; b) No; c) Non so”. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Sono giusti gli scioperi proclamati dai sindacati o creano più problemi anziché risolverli? a) Sono giusti; b) Creano più problemi; c) Non so”. Per rispondere c'è tempo fino al 31 gennaio. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 1º febbraio.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Spero che le cose possano andare meglio.
393.3547XXX

In giro c’è una disinformazione dilagante ed è difficile capire che cosa stia accadendo davvero all’economia del nostro Paese. A volte le notizie sono incoraggianti, altre volte meno. Resta il dubbio: chi dice la verità? Comunque, per l’occupazione non ci saranno grandi novità.
Marco Silvestri - Per telefono da Roma

Probabilmente l’esito non dipenderà solo da noi ma anche da ciò che accadrà in Europa e dall’andamento delle crisi aperte nel mondo.
320.2644XXX

I dati sull’occupazione dicono che il 2023 non è andato male. Anzi. E credo che anche il 2024 sarà positivo.
338.5489XXX

È difficile dire qualcosa di sensato con le informazioni che abbiano a disposizione. Ognuno tira la coperta dalla propria parte: il governo sostiene che tutto va bene, l’opposizione che tutto va male. Per noi cittadini comuni che non abbiamo fonti riservate è un bel rompicapo.
Stefano C. - Per e-mail da Roma

Andrà male perché, nonostante tutto, anche l’anno che si è appena concluso non è andato bene.
393.6902XXX

Il lavoro significa portare a casa uno stipendio che in Italia continua ad essere il più basso tra i Paesi più importanti dell’Unione europea. Va bene il taglio del cuneo fiscale ma siccome non si tratta di una misura strutturale è quasi certo che il prossimo anno non potrà essere confermato. E allora…
Stella Misiani - Per telefono da Roma

Non voglio essere pessimista però come si fa ad essere ottimisti.
349.6327XXX

Per il primo trimestre del 2024 le previsioni riguardanti l’occupazione sono positive anche se inferiori rispetto al primo trimestre del 2023. Insomma, per l’immediato non possiamo lamentarci. È sul dopo che gli esperti segnalano nubi pesanti. Speriamo bene.
F. S. - Per e-mail da Tivoli

Le parole sono un conto ma la realtà è spesso diversa. A me i dati sull’occupazione che cresce non convincono. Lì in mezzo ci sono tante persone con buste paga con le quali non si arriva alla fine del mese.
388.3467XXX

Non è un Paese per i giovani e il 2024 non sarà migliore.
335.7488XXX

Le aziende si lamentano perché non riescono a trovare le figure di cui hanno bisogno. E ti credo: sono sempre di più i giovani preparati che preferiscono andarsene all’estero dove gli stipendi sono stipendi e non tozzi di pane.
Angela C. - Per e-mail da Roma

Perché le cose dovrebbero andare meglio? Dove sono le strategie di breve e lungo periodo che dovrebbero rilanciare il lavoro? Persino la riforma dei centri per l’impiego batte la fiacca. Anzi non batte proprio.
Maurizio Sarti - Per telefono da Roma

Mi sono laureato nel 2022 e da allora ho sempre lavorato ma con contratti a tempo determinato e con stipendi che non mi hanno permesso di farmi una famiglia. Prima o poi spero di trovare l’impiego giusto ma non sarà semplice.
Angela Bosco - Per telefono da Roma

Di male in peggio.
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Spesso si scambiano i lavoretti per lavoro vero. È una presa in giro.
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Sono curioso di sapere quanti posti sono stati messi a disposizione di coloro che hanno perso il reddito di cittadinanza.
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L’industria italiana ha retto meglio di quella tedesca e francese. Se continua così anche l’occupazione non potrà che trarne beneficio.
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Io un lavoro non ce l’ho. Ho fatto tanti tentativi per trovarlo ma niente di niente. Come faccio ad essere ottimista?
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Aspettiamo i primi dati e poi proviamo a ragionarci sopra. Non sono ottimista ma non mi va di bocciare tutto e tutti senza un minimo di elementi validi a disposizione.
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Hanno ragione i sindacati: così non si può andare avanti.
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Al ministero delle Imprese sono aperti decine di tavoli di crisi che riguardano quasi 100.000 lavoratori. Che il governo si dia da fare per bloccare i licenziamenti.
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Siamo sicuri che l’Europa, dopo la bocciatura del Mes e le opere del Pnrr in ritardo o ancora da realizzare, continuerà a darci i soldi come ha fatto finora?
338.3759XXX

Pubblicato in Rubriche

Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Per quanto riguarda il lavoro come si sta comportando il governo in carica? a) Bene; b) Male; c) Potrebbe fare di più”. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Nel 2024 per il lavoro le cose andranno meglio rispetto al 2023? a) Sì; b) No; c) Non so”. Per rispondere c'è tempo fino al 10 gennaio 2024. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero 1 dell’11 gennaio.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

È difficile esprimere un giudizio. I dati dicono che l’occupazione è in crescita ma in giro vedo tanti giovani che non riescono a trovare uno straccio di lavoro. Boh!
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Mi si sono drizzati i capelli quando ho letto che ci sono contratti anche di un giorno. Ma come è possibile?
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Sul versante del lavoro la situazione è peggiorata. Non che prima era tutto rose e fiori ma adesso…
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Con questi stipendi anche chi ha un lavoro non se la passa bene. Occorre aumentare le buste paga e introdurre il salario minimo.
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Secondo me qualcosa è stato fatto ma bisognerebbe fare di più. Molto di più.
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Questo governo non ha una strategia del lavoro. Vive alla giornata e vive di slogan. Però dietro gli slogan c’è poco o niente.
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Governo bocciato.
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Quand’è che il governo deciderà di affrontare sul serio il problema della parità salariale uomo-donna?
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Non sono un esperto ma come si fa a considerare chi ha un lavoro precario alla stessa stregua di uno che ha un contratto a tempo indeterminato? Le statistiche sull’occupazione andrebbero letti al di là del dato complessivo.
Carlo M. - Per e-mail da Roma

C’è da mettere mano agli stipendi. Prima si fa e meglio è.
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La situazione internazionale ha inciso e sta incidendo in maniera negativa su tutte le economie. Ci vorrebbe uno sforzo comune e coordinato per venirne fuori.
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Il governo sta facendo bene quello che può fare. Voglio dire che con le poche risorse a disposizione più di così è difficile muoversi.

La compagine governativa, nel suo insieme, mi sembra modesta. Forse con profili più all’altezza si potrebbe fare di più.
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Pollice verso.
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La classe media è scivolata verso il basso e gli stipendi che una volta erano considerati buoni adesso bastano a malapena ad arrivare alla fine del mese.
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Si può fare e si deve fare di più.
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Dei tanti programmi annunciati per rilanciare il lavoro, compresa la riforma dei centri per l’impiego, si sta vedendo poco o nulla. Non è con le parole che si vince la battaglia dell’occupazione.
Marta C. - Per telefono da Roma

Il governo, attraverso Giorgia Meloni, ha messo a punto un percorso per l’occupazione che mi sembra interessante. Non c’è più trippa per i gufi.
390.5107XXX

La politica degli annunci non serve a creare posti di lavoro.
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Se la gente spende sempre meno è perché ha meno da spendere. Serve un’occupazione che non sia povera e servono più posti di lavoro.
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Dovrebbe fare di più.
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Sanno al governo quando certi imprenditori offrono in busta paga a chi viene chiamato a lavorare a tempo determinato per le feste di fine anno e il periodo dei saldi?
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I sindacati dovrebbero farsi sentire di più: sono l’unico argine contro chi vorrebbe trattare i lavoratori come merce usa e getta.
Gianfranco M. - Per telefono da Roma

Il governo non sta facendo molto ma non credo che altri saprebbero fare meglio.
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Non si possono addebitare tutte le colpe al governo in carica. Ci sono problemi che si trascinano da anni. Ma nessuno prima ha avuto in cassa i soldi del Pnrr: per questo mi aspetterei politiche più incisive sul mercato del lavoro (più posti, stipendi più alti, più attenzione verso i giovani).
Antonio Vincenzi – Per e-mail da Roma

Non ci vuole un genio per capire che sul lavoro proprio non ci siamo.
393.4769XXXs

Pubblicato in Rubriche

Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Alla ripresa dopo l’estate quale sarà l’andamento di economia e occupazione? a) Positivo; b) Negativo”. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “La scuola riesce a preparare al meglio i giovani in vista del lavoro?" a) Sì; b) No; c) Non sempre. Per rispondere c'è tempo fino al 4 ottobre. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 5 ottobre.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Speriamo bene ma non sarà una passeggiata.
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Se la Germania continuerà a segnare il passo prepariamoci a stringere la cinghia.
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Sul versante dell’occupazione i dati dei mesi scorsi sono stati positivi e credo che continueranno ad esserlo.
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Se non ci sono i soldi per fare investimenti come si potrà rilanciare il lavoro?
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Il turismo è andato bene e ha fatto crescere sia l’economia sia i posti di lavoro. Ma con la fine della bella stagione dovremo fare i conti con un quadro generale carico di nubi.
Marta Caprara - Per e-mail da Roma

Il governo è alle prese con il prossimo bilancio e con le poche risorse a disposizione. Toccherà alle imprese private creare occupazione ma le premesse non mi sembrano positive.
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La ripresa dopo l’estate non sarà semplice. Lo dicono un po’ tutti, però non mi fascerei la testa prima di essermela rotta.
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Un conto sono le parole e un altro i fatti. A parole ci sono quelli che ci vedono messi niente male, però continuiamo ad avere gli stipendi più bassi, la proliferazione del precariato, i giovani costretti in un angolo.
Claudio S. - Per e-mail da Roma

Economia e occupazione soffriranno perché solo pochi dei problemi che ben conosciamo sono stati risolti. Per questo ci vorrebbe un welfare più consistente.
Antonio Rosati - Per e-mail da Roma

Tra le principali economie europee, l’Italia ha fatto registrare il più forte calo dei salari. Mi viene da pensare che le imprese stanno guadagnando sulle spalle dei dipendenti…
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Sono ottimista.
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Se l’economia balbetta come si fa a creare nuovi posti di lavoro?
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Sono preoccupato: se non ci sarà la ripresa dell’economia e dell’occupazione chi è senza lavoro avrà sempre più bisogno dell’aiuto dello Stato per non sprofondare. Ma si sta andando nella direzione opposta.
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Sono curioso di vedere come funzionerà il nuovo sistema che ha sostituito il reddito di cittadinanza. Il motivo è semplice: se non ci sarà uno scatto in avanti delle offerte di lavoro, migliaia di persone rischiano di finire in mezzo alla strada. Speriamo che chi ha voluto la riforma abbia fatto bene i calcoli.
Marco Morandi - Per telefono da Roma

Con le decisioni del governo in carica sono convinto che economia e occupazione non potranno che trarne giovamento.
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Ho letto che secondo l’Istat il lavoro nelle regioni del Sud si avvia a subire un’ulteriore flessione. Si profila una bomba sociale che dovrebbe preoccuparci. Altro che autonomia differenziata: quello che ci vorrebbe è una vera solidarietà tra tutti gli italiani.
Enrica F. - Per e-mail da Napoli

Economia e occupazione non si rilanciano con la bacchetta magica. Ci vogliono competenze e la capacità di capire e affrontare le dinamiche nazionali e internazionali. In questo senso l’Italia non ha mai brillato.
Amin Mikala - Per telefono da Roma

Sono realista e non mi pare che ci siano i presupposti per un dopo-estate in grado di spingere l’occupazione verso l’alto. Ma i calcoli facciamoli alla fine dell’anno.
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Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Ce la farà l’Italia a realizzare tutte le opere con i soldi del Pnrr? a) Sì; b) No; c) In parte”. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Alla ripresa dopo l’estate quale sarà l’andamento di economia e occupazione? a) Positivo; b) Negativo. Per rispondere c'è tempo fino al 6 settembre. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 7 settembre.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Se ce la faremo non lo so, ma me lo auguro.
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Mi pare che sia lo stesso governo a dire che dovrà rinunciare a qualche progetto…
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In parte, solo in parte.
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Se non ce la faremo sarebbe un peccato. I soldi che l’Europa ci ha assegnato potrebbero cambiare la faccia del nostro Paese.
Carla F. - Per e-mail da Roma

È difficile dire. Del resto anche chi ha in mano l’incartamento non ha idee chiarissime.
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Se non ce la faremo sono già pronti i responsabili: i precedenti governi di Giuseppe Conte e Mario Draghi. La colpa è sempre degli altri.
F. N. - Per telefono da Roma

Tutti no ma in gran parte sì.
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Speriamo che almeno quelli più importanti riusciamo a realizzarli.
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Ma siamo sicuri che alla fine l’Europa ci darà tutti i 200 miliardi di euro concordati?
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Mettiamo il generale Figliuolo a gestire i fondi del Pnrr. Con i politici che ci ritroviamo non si va troppo lontano.
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I 200 miliardi di euro ci vengono fati per ammodernare il nostro Parse. A oggi si vede a occhio nudo che non saremo in grado di realizzare i progetti per i quali ci siamo impegnati.
Mauro Corradi - Per e-mail da Roma

Non buttiamo il bambino con l’acqua sporca.
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Voglio essere ottimista: l’Italia ce la farà.
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Quanti appalti con i soldi del Pnrr sono stati assegnati? E quali lavori sono già cominciati? “È grande la confusione sotto il cielo”, diceva Mao Tse Tung, per poi aggiungere “e la situazione è eccellente”. Nel nostro caso di eccellente non c’è niente.
Stefano G. Per e-mail da Roma

Siamo il Paese che cresce di più in Europa, siamo il Paese dove l’occupazione non è mai stata così alta, siamo il Paese che… La narrazione che si legge sui giornali è questa. Mi permetto di dubitare (siamo anche l’unico Paese dove gli stipendi sono diminuiti anziché aumentare) e sulle opere legate al Pnrr aspettiamo prima di giudicare ma se il buongiorno si vede dal mattino…
Carlo Amici - Per telefono da Roma

Sì, ce la faremo.
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L’importante è realizzare i progetti di cui l’Italia ha urgente bisogno. Poi se ne dovremo cancellare qualcuno, pazienza.
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Siamo indietro, non sarà facile.
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Ce la faremo, non ce la faremo: continueremo per un bel po’ o sfogliare la margherita.
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Sarei contento se si riuscisse a realizzare i progetti più importanti. La sanità, per esempio, ha bisogno di essere rimessa nelle condizioni che oggi non ha più.
M. V. - Per e-mail da Roma

Vedo una grande confusione: ma l’Italia ci ha abituato di dare il meglio di sé quando si trova in difficoltà.
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Adesso sembra impossibile che ce la si possa fare, però io sono ottimista.
389.6508XXX

Chi controlla come vengono spesi i soldi del Pnrr? Più progetti, più furbetti in giro.
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