Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Il reddito di cittadinanza è stato sostituito dal reddito di inclusione. È meglio o è peggio? a) È meglio; b) È peggio”. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Ce la farà l’Italia a realizzare tutte le opere con i soldi del Pnrr? a) Sì; b) No; c) In parte”. Per rispondere c'è tempo fino al 19 luglio. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 20 luglio.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Non ci ho capito niente.
349.6543XXX

Si passa da un eccesso all’altro: se con il reddito di cittadinanza c’è chi se ne è approfittato, con il reddito di inclusione si rischia penalizzare chi ha ancora bisogno di un aiuto da parte dello Stato.
Michele F. - Per e-mail da Roma

Verrà tagliata fuori una buona fetta degli attuali percettori del reddito di cittadinanza, e non mi pare una bella cosa.
389.6218XXX

Se non ci fossero stati troppi furbetti che hanno preso il reddito di cittadinanza senza averne diritto, forse non sarebbe cambiato nulla.
349.6529XXX

Coloro che ci governano l’avevano detto in campagna elettorale che in caso di vittoria avrebbero messo mano al reddito di cittadinanza. Hanno vinto le elezioni e sono passati ai fatti. Perché meravigliarsi?
Lino Fassi - Per telefono da Roma

Credo che sarà peggio.
338.4195XXX

Come spesso capita in Italia, chi ci capisce è bravo. Voglio dire che per comprendere come funziona l’assegno di inclusione ci vogliono due o tre lauree.
340.6684XXX

Mi piacerebbe che di assegni anti-povertà non se ne parli più perché significa che tutti hanno un lavoro e non hanno bisogno dei sussidi dello Stato per tirare avanti. Ma è un sogno ad occhi aperti.
Lorella C. - Per telefono da Rieti

Mi sembra di avere capito che con le nuove norme l’assegno andrà a chi davvero ne ha diritto.
348.9078XXX

Non voglio prenderla troppo alla larga, ma la società del futuro, con tutte le trasformazioni che ci attendono, dovrà organizzare un sistema di welfare che vada al di là del reddito di cittadinanza o del reddito di inclusione. Cominciamo a rifletterci.
Corrado Santucci - Per telefono da Roma

Se, per dire, abito a Roma e ho una laurea e mi offrono un posto a Milano di cameriere e io non accetto, mi tolgono quello che sarà il reddito di inclusione. Vi sembra giusto? A me no. Una volta si parlava di “posto congruo”, un riferimento importante che però è stato cancellato.
Martino V. - Per telefono da Roma

Meglio o peggio? Si vedrà quando le nuove norme entreranno in vigore.
338.4327XXX

Per settimane, subito prima e subito dopo l’approvazione del Decreto Legge che ha introdotto il reddito di inclusione, non si è parlato d’altro. Poi l’argomento è scomparso dai radar. Come mai? Tutti contenti?
389.3095XXX

Lo Stato non ha soldi in cassa tanto che ad aprile il debito pubblico ha superato i 2.800 miliardi di euro (+21,8% rispetto al mese precedente). Quindi si taglia dove si può tagliare, com’è anche nel caso del reddito di cittadinanza. Il reddito di inclusione è fatto apposta per ridurre, e di molto, il numero degli assegni.
M. T. - Per telefono da Roma

Gli italiani ci hanno votato, risponde chi sta al governo a chi lo critica. Quindi, ergo, chi storce il naso per la riforma del reddito di cittadinanza non ha capito che i tempi sono cambiati.
340.5542XXX

Visto dalla parte di chi prende il reddito di cittadinanza, il reddito di inclusione è un passo indietro.
339.5948XXX

Basta con i privilegi a spese dello Stato, cioè di noi tutti.
335.8422XXX

Se ci sarà la ripresa economica, ci saranno più possibilità di lavoro e quindi ci sarà meno bisogno di sussidi da parte dello Stato.
338.5439XXX

Sarà meglio perché incassare il reddito senza averne diritto sarà più difficile.
339.7549XXX

Pubblicato in Rubriche

Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Contratti di lavoro: è giusto fissare il salario minimo? a) Sì; b) Può essere utile non non risolutivo; c) No”. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Il reddito di cittadinanza è stato sostituito dal Reddito di inclusione. È meglio o è peggio? a) Meglio; b) Peggio”. Per rispondere c'è tempo fino al 26 giugno. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 29 giugno.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Sarebbe una misura sacrosanta.
349.5314XXX

Va bene il salario minimo ma prima ci vuole il lavoro.
338. 9063XXX

In Italia gli stipendi sono tra i più bassi d’Europa. Il salario minimo può essere utile ma le imprese devono pagare di più chi lavora.
340.8072XXX

Okay, però se il lavoro nero continua a prosperare e nessuno controlla il rischio è di predicare nel deserto.
Marco Loreti - Per e-mail da Roma

Tutto ciò che serve a tutelare i lavoratori non può che essere accolto con favore.
338.5218XXX

Tanto poi le aziende, soprattutto quelle che si muovono border line, faranno come gli pare.
339.7748XXX

A me non convince. Bisogna battersi per più lavoro nel rispetto dei contratti.
340.5759XXX

Voto no perché con il salario minimo non si risolve il problema del lavoro povero.
340.1432XXX

Utile ma non risolutivo.
338.6692XXX

Siamo tra gli ultimi in Europa dove il salario minimo non esiste.
320.4575XXX

Se il salario minimo deve essere una cosa seria allora che si prenda esempio dalla Germania dove, se non sbaglio, è si 12 euro l’ora.
348.6438XXX

C’è chi sostiene che se si introducesse il salario minimo questo, preso come punto di riferimento, potrebbe avere ripercussioni negative nel momento in cui si devono rinnovare i contratti.
Renzo F. - Per e-mail da Roma

Se l’attuale governo ha già detto di no al salario minimo, di che cosa stiamo parlando?
338.6803XXX

Polvere negli occhi. I problemi dell’occupazione sono ben altri.
320.3540XXX

Se è giusto dare una mano ai più deboli della società, allora è giusto il salario minimo.
340.5568XXX

Mi pare che il governo stia operando bene sul versante dell’occupazione. Facciamolo lavorare.
338.1092XXX

Un provvedimento utile ma non certo epocale.
339.3481XXX

Sì, sì e ancora sì.
320.9657XXX

L’Italia è il Paese delle leggi che si accumulano aggiungendo confusione a confusione. Anziché il salario minimo perché non si fanno rispettare i contratti?
Carla Donati - Per telefono da Roma

Il salario minimo servirebbe ai tanti giovani che, per esempio, stanno per cominciare un lavoro stagionale. Qui il non rispetto delle regola è di casa.
R. G. - Per e-mail da Roma

Sono d’accordo: il salario minimo ci vuole, ma come si fa ad approvarlo se il governo è contrario?
335.4862XXX

Più occupazione e meglio pagata.
339.5319XXX

Pubblicato in Rubriche

Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “In Italia gli stipendi sono troppo bassi: di chi è la colpa? a) Dei sindacati che non sanno rinnovare i contratti; b) Delle imprese che pensano solo a realizzare profitti sempre più alti; c) Delle difficoltà in cui si dibatte la nostra economia”. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Contratti di lavoro. È giusto fissare il salario minimo? a) Sì; b) Può essere utile ma non risolutivo; c) No”. Per rispondere c'è tempo fino all’11 maggio. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 18 maggio.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

In Italia gli stipendi sono troppo bassi. Di chi sia la colpa non mi interessa. Devono essere aumentati. E subito.
392.9814XXX

L’inflazione ha “mangiato” anche le buste paga di media consistenza. Che cosa aspettano i sindacati a darsi da fare?
366.4439XXX

Sono anni che i nostri stipendi hanno perso potere d’acquisto. Così non si può più andare avanti.
351.5872XXX

Le imprese non possono chiamarsi fuori. Se gli stipendi sono bassi è anche (e soprattutto) colpa loro.
349.4172XXX

Pur di portare a casa qualcosa oramai si accettano condizioni di lavoro poco dignitose e a volte persino illegali.
388.7436XXX

La nostra economia non versa in buona salute ma i diritti dei lavoratori, a partire dalle buste paga, troppo spesso vengono ignorati.
Michele Giusti - Per e-mail da Roma

Ci sono imprese e imprese. Alcune non hanno esitato a condividere gli utili con i dipendenti. Altre, invece, non hanno esitato a intascare persino i contributi dello Stato per poi andarsene all’estero.
R. B. - Per e-mail da Roma

I sindacati dovrebbero fare di più.
335.5204XXX

Ci sono contratti che non vengono rinnovati da anni. Non è più tollerabile.
338.4078XXX

Che le imprese pensino a realizzare profitti sempre più alti fa parte del gioco. Ma non a scapito dei lavoratori.
347.4315XXX

Se l’economia ristagna come si fa ad aumentare gli stipendi?
339.8675XXX

Ad un ragazzo che conosco hanno offerto 4 euro l’ora per un contratto a tempo determinato di 3 mesi. È una vergogna che troppo spesso viene tollerata.
Andrea Masi - Per e-mail da Roma

Tranne non poche eccezioni, l’imprenditoria italiana non brilla per spirto di iniziativa. Così, per andare avanti, si rifà comprimendo i salari.
Angela S. - Per telefono da Latina

I sindacati da che parte stanno? Dalla parte dei lavoratori o delle imprese?
348.8543XXX

Gli stipendi bassi spingono tanti giovani preparati a cercare lavoro all’estero. E poi ci si lamenta perché tante ricerche di personale vanno deserte.
Mario Corona - Per telefono da Roma

Gli stipendi sono troppo bassi. Punto e basta. Anzi, basta. Chi lavora non può farsi carico delle responsabilità di altri.
349.7622XXX

Ci sono imprese che hanno realizzato grandi profitti ma hanno continuato a pagare stipendi troppo bassi. Ci vuole più giustizia sociale.
335.5649XXX

Tutto aumenta, meno gli stipendi. I sindacati, che finora mi hanno deluso, provino a farsi sentire.
329.6510XXX

Una volta il servizio sanitario nazionale funzionava piuttosto bene. Adesso se hai un’urgenza devi mettere mano al portafoglio. E con questi stipendi c’è il rischio che non puoi più curarti.
Armando B. - Per telefono da Civitavecchia

Se il momento è difficile, allora lo deve essere per tutti. Non può essere che i ricchi diventino sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.
338.7061XXX

Le imprese fanno bene il loro lavoro, cioè realizzare profitti. Anche i sindacati dovrebbero imparare a farlo, cioè difendere i lavoratori.
Franco A. - Per telefono da Roma

Gli stipendi vanno aumentati. E subito.
339.3869XXX

Di governi, negli ultimi anni, ne abbiamo avuti di ogni colore. Ma nessuno si è preoccupato di favorire i lavoratori.
337.0879XXX

Gli stipendi sono bassi e c’è pure chi parla di “gabbie salariali”. Povera Italia.
335.6510XXX

In un Paese serio certe situazioni lavorative al limite dello sfruttamento non sarebbero tollerate.
366.9126XXX

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Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Rilanciare il lavoro: quale il giudizio sui primi provvedimenti del nuovo governo? a) Positivo; b) Negativo”. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “In Italia gli stipendi sono troppo bassi: di chi è la colpa? a) Dei sindacati che non sanno rinnovare i contratti; b) Delle imprese che pensano solo a realizzare profitti sempre più alti; c) Delle difficoltà in cui si dibatte la nostra economia”. Per rispondere c'è tempo fino al 31 marzo. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 6 aprile.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Al nuovo governo si chiede tutto e subito. Ma davanti a sé ha 5 anni per realizzare ciò che ha promesso agli elettori. Aspettiamo e vediamo.
335.6436XXX

Nel 2022 l’economia è andata piuttosto bene grazie alle scelte dal governo di Mario Draghi che è rimasto in carica fino a settembre. Da allora in poi, con Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, gli indirizzi strategici non sono cambiati di molto. Semmai è peggiorato il quadro internazionale. Se si andrà avanti così, senza spiragli per la pace, per l’occupazione sarà dura.
C. G. - Per e-mail da Roma

Provvedimenti per rilanciare il lavoro? Ma quali?
339.7348XXX

È ancora troppo presto per giudicare.
335.7816XXX

Se l’economia non cresce c’è poco da scommettere sul rilancio del lavoro. I posti non si creano per decreto.
366.5902XXX

O il lavoro riprenderà con forza oppure, dopo il taglio del reddito di cittadinanza, tra qualche mese saranno problemi seri.
348.5470XXX

Qualcosa è stato fatto, per esempio le agevolazioni fiscali fino a 8.000 euro per le aziende che assumono i beneficiari del reddito di cittadinanza.
366.9493XXX

La disoccupazione giovanile resta tra le più alte d’Europa (se non sbaglio è intorno al 24%). Questo governo ha fatto qualcosa? Se sì non me ne sono accorto.
335.5438XXX

Sono le imprese che vanno sostenute in un momento certamente difficile per l’economia. Ma lo Stato può sostituirsi al mercato?
320.7078XXX

Donne e giovani: per loro trovare un lavoro era, e resta, un rebus. Non vedo miglioramenti.
339.2887XXX

Negli ultimi anni gli stipendi in Italia non solo non sono aumentati ma sono persino diminuiti, al contrario di ciò che è successo nel resto d’Europa. Se poi i migliori se ne vanno all’estero perché meravigliarsi?
347.5295XXX

Se non riesci a trovare un impiego è solo perché non ne hai voglia. Al governo c’è chi pensa questo, e non mi pare un bel modo per stare dalla parte di chi ha bisogno di lavorare.
Filippo S. - Per e-mail da Roma

Non mi sembra che l’insieme dei problemi legati al lavoro sia in cima ai pensieri di questa maggioranza. Mi riferisco anche alla formazione di cui si è pure parlato ma senza andare oltre. Così pure io sono capace di governare.
Mirko L. - Per e-mail da Ladispoli

Mi pare che l’attenzione verso il tema del lavoro ci sia. Sono convinto che presto arriveranno anche i fatti.
340.9435XXX

Né meglio né peggio degli altri governi.
338.6738XXX

Lasciamo che il nuovo governo lavori in pace. Poi avremo qualche dato in più per giudicare.
340.3145XXX

Aiutati che Dio ti aiuta. I proverbi sono maestri di vita.
388.0656XXX

Dalla padella alla brace. Con questo governo le varie corporazioni (balneari, benzinai, taxisti…) hanno trovato un difensore d’ufficio. Bene per loro, male per il diritto di concorrenza che, sbloccando il mercato, potrebbe creare posti di lavoro.
Cristina A. - Per e-mail da Viterbo

Rilanciare il lavoro? Alzi la mano chi vede il rilancio.
338.7586XXX

Non ho votato per questo governo ma non sono abituato a fasciarmi la testa prima di essermela rotta. Aspettiamo e vediamo.
349.6346XXX

Ma non si dovevano rafforzare i Centri per l’impiego? È uno scandalo che i posti di lavoro che pure ci sono restino spesso inevasi. Il meccanismo che deve mettere in contatto le domande con le offerte di impiego va completamente ripensato.
Simone A. - Per e-mail da Roma

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Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Il 2023 sarà davvero così difficile come dicono le previsioni? a) No; b) Sì”. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Rilanciare il lavoro: quale il giudizio sui primi provvedimenti del nuovo governo a) Positivo; b) Negativo”. Per rispondere c'è tempo fino al 16 febbraio. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 23 febbraio.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

A volte le previsioni, così come i sondaggi, non ci azzeccano ma mi pare che la situazione sia piuttosto complicata.
393.4456XXX

Il 2022 è stato un anno di crisi. Per questo credo che Il 2023 non potrà essere peggiore.
390.2158XXX

Dovremo stringere la cinta.
390.6571XXX

Non sono un esperto ma sono un po’ in là con gli anni. Mi preoccupano i tagli alla sanità. Se hai i soldi poi ricorrere ai privati. Altrimenti…
338.0738XXX

Appena il Covid è stato messo sotto controllo è scoppiata la guerra in Ucraina che ha fatto saltare i conti di interi Paesi. Sono pessimista.
393.4388XXX

Se l’Europa riuscirà a restare unità forse il 2023 potrebbe non essere così negativo come si dice.
349.5125XXX

All’inizio dello scorso anno eravamo più ottimisti. Adesso possiamo solo augurarci un 2023 di ripresa. Ma basteranno gli auguri?
338.2438XXX

Mi pare che le previsioni per il 2023 relative all’economia mondiale segnino brutto tempo, in particolare per l’Italia. Però non voglio fasciarmi la testa prima di essermela rotta. Ho fiducia nelle potenzialità del nostro Paese.
Luca Risi - Per e-mail da Roma

Siamo messi male e il 2023 non sarà migliore.
393.5426XXX

Con gli stipendi che valgono sempre meno e con i rincari che ormai ci circondano da ogni lato c’è poco da essere allegri.
347.7692XXX

Si tratterà di resistere in attesa di una svolta positiva. Ma per chi è già con l’acqua alla gola sarà dura.
393.5002XXX

Alla luce dei condoni decisi dal governo mi dispiace di non essere stato un evasore. Avrei potuto mettere un po’ di soldi da parte che adesso mi tornerebbero utili.
M. V. - Per e-mail da Roma

Per il lavoro non vedo miglioramenti e quindi il 2023 sarà un anno da affrontare con l’elmetto in testa.
390.6437XXX

Nel 2022 l’Italia, nonostante tutto, è riuscita a crescere più di tanti Paesi europei. Perché ciò non dovrebbe ripetersi anche nell’anno che è appena cominciato?
Nina Cruciani - Per e-mail da Roma

Siamo messi male. O se ne esce insieme come europei o saranno guai seri.
393.6185XXX

I soldi per il Pnrr che ci arrivano dall’Europa devono essere spesi bene. Soprattutto dovranno essere utilizzati creare posti di lavoro senza i quali non potrà esserci ripresa.
Stefano Belli - Per e-mail da Roma

C’è chi sostiene che i principali mercati azionari del mondo subiranno un tracollo con tutto ciò che potrà conseguirne. Tocchiamo ferro.
Antonio G. - Per e-mail da Tivoli

Fermare subito la guerra in Ucraina. Ci manca solo che la Russia usi le armi nucleari.
393.3461XXX

Le previsioni sono pessime ma è vero che l’Italia riesce a dare il meglio di sé quando è messa con le spalle al muro.
338.6794XXX

Se l’economia non riprende, il 2023 sarà peggiore del 2022.
380.6875XXX

La maggioranza degli italiani, secondo un sondaggio Ipsos, ritiene che nel 2023 i prezzi aumenteranno più velocemente dei redditi delle persone, così come l’inflazione e la disoccupazione. Insomma, almeno sulla carta, stiamo andando dritti verso la tempesta perfetta.
Cesare Morini - Per e-mail da Roma

Una delle poche notizie positive è la ripresa del turismo. Sarà sufficiente a darci una boccata d’ossigeno? Non lo credo. È il sistema Paese che deve darsi una mossa.
Patrizia L. - Per e-mail da Roma

Se non si riuscirà a rilanciare il lavoro e, contemporaneamente, si taglierà il reddito di cittadinanza, ci saranno tantissime persone che faranno la fame.
333.2548XXX

Aspettiamo i primi dati sull’andamento dell’economia e poi proviamo a ragionare, tenendo presente la realtà e non le opinioni.
339.2475XXX

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Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: Di fronte all’aumento del prezzo del gas, l’Unione Europea avrebbe dovuto… a) Avere un atteggiamento più risoluto nei confronti della Russia; b) Riaprire il negoziato con la Russia”. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Il 2023 sarà avvero così difficile come dicono le previsioni? a) Sì; b) No”. Per rispondere c'è tempo fino al 5 gennaio. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 12 gennaio.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

L'Unione Europea avrebbe dovuto dare un contributo economico maggiore ai Paesi più esposti.

340.2996XXX

Il mondo mi sembra impazzito. Il buon senso è scomparso, dominano solo l’arroganza e la legge del più forte.
393.7435XXX

La Russia ha lanciato un attacco militare contro un Paese, l’Ucraina, per insediare a Kiev un governo fantoccio. È una mossa che non si può accettare e che si deve combattere per impedire che possa ripetersi altrove. Certo, il prezzo del gas ci sta facendo soffrire.
Matteo Silvi - Per e-mail da Roma

Se non si negozia ci saranno altre morti e distruzioni.
338.2594XXX

Sono perché tutte le parti si mettano intorno al tavolo e trovino una soluzione.
349.6417XXX

L’Unione Europea si sta comportando bene ma se per l’Ucraina non si riesce a trovare una via d’uscita non so fino a quando la gente sopporterà i sacrifici che si manifestano soprattutto con l’aumento pesante del costo della vita.
347.7438XXX

Un atteggiamento più risoluto? Il rischio e lo scoppio della terza guerra mondiale.
338.5317XXX

L’Europa potrebbe fare di più per favorire il negoziato. E ripristinare le forniture di gas.
393.4052XXX

I Paesi europei fanno parte della Nato e dell’alleanza atlantica e non possono agire per conto proprio. Però all’interno di questi riferimenti si potrebbe fare di più per agevolare la ricerca di un negoziato.
390.6366XXX

Da parte di Putin e di Zelensky non c’è la volontà di sedersi intorno a un tavolo. Ognuno pensa di vincere la guerra. È una follia. Sono per il dialogo.
Lina G. - Per e-mail da Roma

Non so che cosa l’Europa avrebbe potuto fare di più: per sostenere l’Ucraina sta affrontando una brutta frenata delle economie. Non poteva mica dichiarare guerra alla Russia…
Carlo Bertini - Per e-mail da Roma

Non si può invadere una nazione sovrana dall’oggi al domani perché il più forte crede di potersi mangiares il più debole con un solo boccone. Questo ha pensato Putin, ma ha sbagliato i calcoli. L’Europa di più non può fare.
Simone Belli - Per e-mail da Roma

L’Europa può fare di più per favorire la pace.
393.3648XXX

Gli aiuti dell’Europa all’Ucraina sono stati tempestivi e a mio modo di vedere anche giusti. La Russia deve capire che non si può scherzare con la democrazia.
390.1326XXX

Ci stiamo abituando alla guerra. I morti e le distruzioni si moltiplicano ma non ci indignano più, sono diventati routine. Ma di fronte alla tragedia mi chiedo che cosa si poteva – e si può – fare di più per fermarla. Purtroppo non ho la risposta.
393.5693XXX

Il Papa ha ragione da vendere quando implora la pace. Ma il Papa fa il Papa. Convincere chi ha scatenato la guerra a smetterla è un’altra storia.
380.6349XXX

L’Europa ha scelto subito la strada giusta, cioè schierarsi dalla parte del Paese aggredito. Adesso, però, bisogna battersi con tutte le forze per trovare una soluzione.
338.5762XXX

La ragione deve avere la meglio sulla follia. L’Europa faccia il massimo per fermare la guerra. Così anche i rapporti commerciali potrebbero lentamente tornare alla normalità
390.6933XXX

Trovo corretta la posizione dell’Europa: fare di più significa creare le condizioni per un’ulteriore escalation.
349.6538XXX

Meno male che, seppure tra qualche divisione, l’Europa ha saputo muoversi avendo come bussola la difesa della democrazia di un piccolo Paese invaso da una grande potenza. Di più non si può fare.
Nicola Ferri - Per e-mai da Roma

Bene l’Europa, l’Ucraina non può essere lasciata sola contro chi l’ha aggredita, anche a costo di soffrire per il gas.
333.2583XXX

Ce la faranno li ucraini a resistere? Con i bombardamenti la Russia sta privandoli delle risorse energetiche e adesso superare l’inverno in queste condizioni sdarà durissima. L’Europa deve agire in modo che Kiev possa riuscire a farcela anche stavolta.
Claudia Volta - Per e-mail da Roma

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Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Quale fra queste misure ritiene che sia da approvare con urgenza? a) Aumentare gli stipendi; b) Fissare il salario minimo; c) Rilanciare il lavoro; d) Confermare il reddito di cittadinanza”. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Di fronte all’aumento del prezzo del gas, l’Unione Europea avrebbe dovuto… a) Avere un atteggiamento più risoluto nei confronti della Russia; b) Riaprire il negoziato con la Russia”. Per rispondere c'è tempo fino al 26 novembre. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 1° dicembre.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Se fosse per me approverei in blocco le quattro proposte, ma non mi pare possibile. Allora voto per l’aumento degli stipendi.
390.7564XXX

Sento dire che il reddito di cittadinanza andrebbe abolito. Ma siamo pazzi. Se non è scoppiata la rivolta sociale è perché con quel contributo tante famiglie sono riuscite a tirare avanti.
334.1978XXX

Gli stipendi vanno aumentati: in Europa siamo il Paese dove le buste paga sono tra le più basse.
393.3682XXX

Se non si aumentano gli stipendi i giovani più preparati se ne andranno a lavorare all’estero
390.4637XXX

Rilanciare il lavoro: se non c’è occupazione ci saranno meno soldi in giro. Non possiamo vivere solo di sussidi.
393.3759XXX

Ho letto una tabella con gli stipendi a confronto: c’è chi sta peggio di noi ma tra i grandi Paesi europei siamo ampiamente ultimi. C’è da vergognarsi.
Mimmo Bertini - Per e-mail da Firenze

Più occupazione e stipendi più alti: su questo il nuovo governo non perda tempo.
349.4328XXX

Con l’introduzione del salario minimo forse si riuscirebbe a dare un colpo allo sfruttamento di manodopera che è ancora molto diffuso.
Carlo Mauri - Per e-mail da Roma

Più lavoro. Più lavoro. Più lavoro.
338.8115XXX

Tra le tante difficoltà che ci circondano e con le previsioni che non lasciano troppe speranze di ripresa, lo Stato da dove prenderà i soldi per realizzare almeno una delle proposte indicate dal Sondaggione?
Mauro Simoni - Per telefono da Roma

Cancellare il reddito di cittadinanza sarebbe un errore gravissimo. Però si può e si deve riformarlo legandolo in maniera più vincolante al lavoro.
Teresa Longhi - Per e-mail da Roma

Rilanciare il lavoro e fissare il salario minimo.
380.6438XXX

Chi lavora ha bisogno di stipendi più alti, chi non lavora ha bisogno che si creino le condizioni per rilanciare l’occupazione.
393.4682XXX

Giù le mani dal reddito di cittadinanza.
338.6488XXX

I poveri sono sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi: c’è qualcosa che non va. Chi avrà il coraggio di ridistribuire le risorse di questo Paese?
Marisa D. - Per telefono da Roma

Sono il dipendente di una struttura pubblica. Vi accludo il cedolino della mia busta paga. Prima, anche se con fatica, ce la facevo ad arrivare alla fine del mese, adesso non più. Chi è al governo deve darsi una mossa o saranno guai seri.
Umberto Bellini - Per e-mail da Roma

Rilanciare il lavoro.
338.8065XXX

Più occupazione e basta con gli stipendi di fame.
393.8124XXX

Per aumentare le buste paga occorre, tra l’altro, tagliare il cuneo fiscale. Qualcosa è stato fatto ma nessuno se n’è accorto. Solo un contentino. Qui o si fanno le cose sul serio oppure chi di dovere abbia la dignità di fare silenzio.
Lucio Corradi - Per e-mail da Roma

Se non si rilancia l’occupazione, chi è senza lavoro può tirare avanti solo con il reddito di cittadinanza. Che non si azzardino a toccarlo.
333.2648XXX

Più lavoro e stipendi più alti.
339.4680XXX

Fissare il salario minimo significa impedire che gli imprenditori meno corretti continuino ad approfittarsi di chi ha bisogno di lavorare ed è disposto ad abbassare la testa.
F. M. - Per e-mail da Frosinone

Ho un amico che fa il mio stesso lavoro in Germania. Quando parliamo di buste paga resto a bocca aperta: la sua è quasi più del doppio della mia.
393.3548XXX

Più occupazione e meno sfruttamento. E più controlli nei luoghi di lavoro dove si continua a morire.
338.6549XXX

Il mese di agosto è stato un susseguirsi di notizie negative. L’autunno sarà peggiore di quello dello scorso anno.
338.4328XXX
Sarà peggiore e pure di tanto.

Prima di fasciarmi la testa voglio vedere se insieme all’Europa riusciremo a trovare la giusta soluzione alla crisi che altrimenti potrebbe avere pesanti ripercussioni sulla vita di tutti noi.
Lino Canu - Per e-mail da Roma

Sono pessimista e ogni giorni che passa di più.
338.5184XXX

Se riusciremo a tenere botta molto dipenderà dal governo che si formerà dopo le elezioni del 25 settembre.
333.2117XXX

Il vertiginoso aumento del prezzo del gas sta mettendo in difficoltà interi comparti della nostra economia. Tutto è cominciato con l’invasione dell’Ucraina e dalla volontà della Russia di punire i Paesi che si sono schierati dalla parte di Kiev. Ci stiamo facendo tutti del male.
Carla - Per telefono da Roma

Mario Draghi ha detto che l’Italia riuscirà a farcela ancora una volta. Io non ne sono sicuro.
349.9742XXX

Di fronte alla crisi energetica o l’Europa riuscirà a trovare una posizione strategica comune oppure l’Unione rischia davvero grosso. E per i più deboli della cordata saranno guai seri.
333.6946XXX

Come si fa ad essere ottimisti?
390.6778XXX

Sarà un autunno impegnativo. Tocchiamo ferro…
338.8348XXX

Almeno lo scorso anno, pure con la pandemia non ancora messa sotto controllo, l’economia mandava segnali di forte risveglio. Adesso lo scenario è cambiato e peggiorato. Saranno mesi da vivere con l’elmetto in testa.
Marco Marcelli - Per e-mail da Roma

Speriamo che abbiano torto gli analisti che prevedono sfracelli. Ma certo il prezzo del gas non fa dormire sonni tranquilli.
349.5468XXX

La pace vuole dei sacrifici, ha detto Mario Draghi. Io però vedo che la pace non c’è mentre i sacrifici aumentano di settimana in settimana.
349.6821XXX

Più o meno giustamente tutti chiedono soldi per superare la crisi. Però nessuno spiega dove quei soldi si possono prendere, visto che già abbiamo il debito più alto tra i Paesi europei.
Vittorio S. - Per e-mail da Viterbo

Che rabbia vedere tante persone che non riescono ad arrivare alla fine del mese mentre la politica, a caccia di voti, fa finta di non accorgersene. E poi ci si lamenta se cresce l’astensionismo.
Matilde Gulli - Per e-mail da Roma

Stavamo per uscire dalla crisi, poi ecco l’invasione dell’Ucraina, le sanzioni, la vendetta di Putin che può aprire o chiudere i rubinetti del gas. Occorre invertire questa tendenza che non porta da nessuna parte.
Simone Loreti - Per e-mail da Roma

Sarà un autunno difficile, il più difficile degli ultimi anni.
338.5769XXX

Come reagirà la gente se davvero scatteranno i piani di razionamento/emergenza per il gas e ricominceranno i licenziamenti? La situazione sociale è al limite di rottura.
335.1648XXX

Mario Draghi si è detto certo che l’Italia ce la farà. Un po’ di ottimismo non guasta ma la realtà mi sembra diversa.
340.9134XXX

Davanti alle grandi crisi non sempre i Paesi colpiti sono riusciti a mantenere i nervi saldi e a restare dentro i confini della democrazia. La storia questo insegna. Occhi aperti.
Carmine G. - Per telefono da Frosinone

Sarà un autunno difficile ma non sarà una catastrofe.
340.4861XXX

Un’era storica sta per chiudersi e un’altra sta per aprirsi. Spero che l’Europa sappia uscirne da protagonista.
333.9013XXX

Pubblicato in Rubriche

Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Che cosa accadrà all’economia italiana nei prossimi mesi? a) Riuscirà a tenere; b) Peggiorerà; c) Peggiorerà molto”. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Il salario minimo deciso dall’Unione Europea va bene o si può migliorare? a) Va bene; b) Si può migliorare”. Per rispondere c'è tempo fino al 15 luglio. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 22 luglio.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Basta guardarsi in giro per capire che i prossimi mesi saranno più che duri.
349.3892XXX

Forse l’estate ci farà illudere perché durante le vacanze c’è voglia di staccare la spina. Ma subito dopo saranno guai seri.
338.7751XXX

Tutti i dati dell’economia stanno peggiorando. Non vedo da dove possa arrivare un’inversione di tendenza.
333.2096XXX

I nuovi soldi in arrivo dall’Europa potrebbero darci una mano. Saremo in grado di utilizzarli al meglio? Con quello che si legge e con non pochi partiti che pensano solo al loro tornaconto c’è da dubitarne.
Lorenzo Micheli - Per e-mail da Roma

Non sono un patito di Mario Draghi ma mi vengono i brividi se penso a un nome diverso a Palazzo Chigi.
349.6465XXX

Ma vi sembra possibile che, in certi ristoranti, l’acqua debba costare più della benzina? È vero che c’è il libero mercato ma una volta che ti sei seduto al tavolo e hai ordinato non puoi mica alzarti e andartene. È uno scandalo.
Lina T. - Per telefono da Terni

L’inflazione si sta “mangiando” il potere d’acquisto degli stipendi e la situazione non mi pare destinata a migliorare.
339.2371XXX

Peggiorerà e dovremo stringere la cinta.
338.5438XXX

La guerra in Ucraina ha sconvolto le economie dei Paesi europei. Una riflessione va fatta.
349,6588XXX

Vorrei aggrapparmi a qualche segnale di speranza ma non ne trovo.
329.8742XXX

Ne abbiamo passate di peggiori, passerà anche questa.
340.9613XXX

Siamo messi male ma se fossimo soli sarebbe peggio. Una via d’uscita dobbiamo trovarla insieme all’Europa.
338.7659XXX

Basta scherzare, bisogna mettere la testa sui nostri problemi e cercare di risolverli.
339.2768XXX

Stipendi bassi, troppi posti a tempo determinato e adesso l’economia che stenta. Non resta che toccare ferro.
335.4437XXX

Sono certo che l’Italia riuscirà a tirarsi fuori dai guai.
334.7133XXX

C’è da lavorare seriamente e i partiti non possono muoversi pensando solo alle elezioni del prossimo anno.
349.4538XXX

La vedo male. Anzi, malissimo.
393.3658XXX

Voglio essere sincero, non pensavo che dopo la pandemia ci si potesse ritrovare in questa situazione.
339.2248XXX

Sono certo che riusciremo a tenere.
393.2759XXX

Non stiamo peggio degli altri ma abbiamo un debito pubblico che ci pesa addosso come un macigno.
390.6245XXX

Per l’economia è un brutto momento, ma sono convinto che ce la possiamo fare.
338.8544XXX

Senza gli aiuti dell’Europa del Recovery Plan saremmo giù con la testa sott’acqua.
349.5971XXX

Mantengo un filo di speranza, ma solo un filo.
393.8975XXX

Se ci troviamo in questa situazione di qualcuno sarà pure la colpa.
Marco Benni - Per e-mail da Roma

Peggiorerà molto.
338.5879XXX

Mettiamoci l’elmetto, sono pessimista.
333.5538XXX

Non dobbiamo perdere la testa: abbiamo le capacità per tirarci fuori dai guai. Anche grazie agli aiuti dell’Europa.
Carlo G. -s Per e-mail da Roma

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Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Centri per l’impiego: che cosa fare per renderli più utili? a) Riformarli; b) Cambiare tutto”. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “La conferma di Mattarella spingerà il governo ad accelerare sulle riforme che più servono all’Italia? a) Sì; b) Forse; c) No”. Per rispondere c'è tempo fino al 17 marzo. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero dell’8 aprile.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Mi sono iscritto ad un Centro per l’impiego. Ho avuto un colloquio con un addetto che ha preso tutti i miei dati. Da allora, e sono passati quasi 2 anni, niente di niente.
338.5643XXX

I Centri per l’impiego servono solo per dare uno stipendio a chi ci lavora.
348.5547XXX

Così come sono funzionano poco. Occorre cambiarli radicalmente.
338.6514XXX

Non servono a niente. Meglio chiuderli.
349.6432XXX

Non buttiamo il bambino con l’acqua sporca. I Centri per l’impiego funzionano poco perché non sono messi nelle condizioni di fare meglio. Manca il personale e la tecnologia è ferma al Medio Evo.
Lino Manca - Per e-mail da Roma

Azzerare tutto e ricominciare. Ma per ripartire ci vuole g ente che si capisce.
340.9236XXX

Basta leggere i dati: i Centri per l’impiego riesco a trovare un lavoro a 4 disoccupati si 1oo. Che cosa si aspetta a chiuderli?
339.5689XXX

Ma non dovevano essere rinforzati? Che fine hanno fatto le buone intenzioni di cui si è parlato nei mesi scorsi?
338.6216XXX

Ho vissuto per qualche anno in Germania e posso testimoniare che lì i Centri per l’impiego funzionano, eccome. Mi hanno trovato lavoro due volte e sempre tenendo presente la mia professionalità.
Michele Sensini - Per e-mail da Firenze

Se è vero che tante aziende del Nord non riescono a trovare il personale di cui hanno urgente bsiogno è la dimostrazione più evidente del fallimento dei Centri per l’impiego.
Claudio Milani - Per e-mail da Roma

Sono irrilevanti.
349.7225XXX

I Centri per l’impiego sono solo soldi pubblici sprecati.
392.8549XXX

Tra le riforme che il Piano nazionale di ripresa e resilienza c’è anche quella che deve favorire l’accesso al lavoro. Se l’Europa si accorge che su questo versante nulla si muove va a finire che rivuole i soldi indietro.
Carla Simoni - Per e-mail da Roma

Vanno migliorati in modo che possano svolgere l’impegno per il quale sono stati creati.
335.5539XXX

Azzerare e ricominciare.
348.9547XXX

Diciamoci la verità: si è mai visto uno che cerca lavoro rivolgersi a un Centro per l’impiego? L’iscrizione ai Cpi serve solo per avere qualche benefit (se si hanno i giusti requisiti).
Marta Cellini - Per e-mail da Roma

A che cosa servono i Centri per l’impiego? A niente.
335.1678XXX

Il potenziamento dei Centri per l’impiego è stato deciso qualche mese fa ma molte regioni da cui i Cpi dipendono non si sono mosse. Perché?
Stefano Conti - Per e-mail da Roma

Quello di favorire l’incontra tra domanda e offerta è il nostro problema dei problemi. I Centri per l’impiego dovrebbero svolgere un ruolo centrale ma così non è. Non so nemmeno a chi dare la colpa, ma adesso è come se non ci fossero.
Andrea Limiti - Per e-mail da Milano

Vanno riformati.
338.3825XXX

Proviamo ad aggiustarli. La loro funzione può essere determinante per il rilancio dell’occupazione.
335.6549XXX

Se una cosa non funziona si cerca di ripararla. Per quanto riguarda i Centri per l’impiego nessuno ci ha provato.
340.8826XXX

Zero più zero uguale Centri per l’impiego.
339.6846XXX

Ma se il lavoro non c’è che cosa possono fare i Centri per l’impiego?
320.6115XXX

Per ora sono serviti come salvagente per i navigator che altrimenti avrebbero perso il posto. Per il resto, boh…
335.6958XXX

Lavorando all’estero ho avuto bisogno di un aiuto e lì il funzionamento dei Cpi è decisamente diverso. Quindi il consiglio è guardare al di là dei nostri confini dove in queste cose sono 100 volte più avanti… Tra l’altro, anche per quanto riguarda il reddito di cittadinanza l’obiettivo è di non far stare la gente seduta sul divano.
392.5242XXX

Quando inizieranno a trovare posti di lavoro forse saranno utili a qualcosa!
327.1720XXX

Occorre metterci gente che sa lavorare.
347.5448XXX

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Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Per il lavoro il 2022 sarà davvero l’anno dell’attesa svolta? a) Sì; b) No; c) Non so”. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Centri per l’impiego: che cosa fare per renderli più utili? a) Riformarli; b) Cambiare tutto”. Per rispondere c'è tempo fino al 3 febbraio. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 25 febbraio.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Non credo ai miracoli e quindi non credo che con il 2022 i posti di lavoro si moltiplicheranno.
335.4738XXX

Leggendo i giornali sembra che lo scorso anno e nelle prime settimane dell’anno nuovo ci sia stata una spinta all’occupazione. Certo, c’è sempre la pandemia di mezzo ma io sono ottimista.
Carlo Agnese - Per e-mail da Roma

C’è la speranza, ma la vedo dura.
339.6373XXX

L’elezione del nuovo Capo dello Stato e, di rimbalzo, gli interrogativi sulla durata del governo non depongono a favore del rilancio del lavoro. Speriamo bene.
Vittoria Romani - Per e-mail da Roma

Speriamo.
M. - Per e-mail da Roma

No.
348.3421XXX

Macché. Chi parla di svolta si illude.
320.6467XXX

Se continueranno ad arrivare i soldi dall’Europa è sicuro che si creeranno nuove opportunità di lavoro. Però quei soldi occorre saperli spendere bene.
338.9023XXX

In questo momento è difficile fare previsioni.
348.7328XXX

Mi piacerebbe, anzi me lo auguro. Ma per l’occupazione il 2022 sarà ancora un anno difficile.
339.2305XXX

Non parlerei di svolta. I posti che si creeranno saranno in maggioranza a tempo determinato. In sostanza non daranno certezze a chi li occupa e quand’è così il Paese continuerà a camminare sul filo del rasoio.
Tommaso Pini - Per e-mail da Livorno

No, sono pessimista.
347.6615XXX

Ragazzi, qui c’è odore di instabilità governativa e quand’è così l’economia e l’occupazione sono destinate a risentirne. In negativo.
340.5102XXX

I segnali si ripresa ci sono. Se continueranno anche l’occupazione ne potrà beneficiare.
388.7902XXX

Finora gran parte dei nuovi contratti sono a tempo determinato, e credo che così si andrà avanti. Quindi prevedere che il 2022 possa essere l’anno della svolta mi pare azzardato.
Cristina Parisi - Per e-mail da Roma

Se la ripresa dell’economia non si ferma ci sono buone speranze per l’occupazione.
340.1844XXX

Non mi pare che le difficoltà siano ormai alle spalle. Spero di sbagliarmi, ma non sono ottimista.
338.7548XXX

Perché l’occupazione possa riprendere c’è bisogno di stabilità e di strategie condivise. Mi pare che su questi versanti siano piuttosto fragili.
339.3485XXX

Sperare non costa nulla. E poi le premesse per una svolta ci sono tutte. Forza e coraggio.
392.9148XXX

In Italia la nuova occupazione è fatta di lavoretti a scadenza. La svolta è ancora lontana.
335.6756XXX

Con Mario Draghi alla guida del governo qualcosa è cambiato in meglio. Ma ci vuole tempo perché il tutto si consolidi in una vera svolta.
345.7865XXX

Tra ottimisti e pessimisti ci sono i realisti, cioè coloro che non si lasciano condizionare dalle promesse e dagli annunci. Io sono tra questi, quindi non posso che fare il tifo per la svolta. Che però ancora non c’è.
Alberto Rossi - Per e-mail da Roma

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