Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “È giusto fissare per legge il salario minimo, per esempio a 9 euro lordi l’ora? a) Sì; b) Non so”. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Per il lavoro il 2022 sarà davvero l’anno dell’attesa svolta? a) Sì; b) No”. Per rispondere c'è tempo fino al 7 gennaio. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 28 gennaio.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

A cosa serve il salario minimo se già ci sono i contratti di lavoro? Siamo il Paese che ha più leggi e leggine ma dove ognuno fa quello che gli pare.
335.3867XXX

Ritengo che sia importante fissare il salario minimo sotto il quale non si può scendere.
338.6582XXX

Il salario minimo a 9 euro lordi l’ora? Magari. Oggi ci sono aziende che pagano stipendi più bassi.
338.6137XXX

Prima del salario minimo sarebbe bene che si facessero rispettare i contratti che già ci sono.
348.5491XXX

Mi vanno bene i 9 euro l’ora come retribuzione minima. Ma come la mettiamo con il lavoro nero e con chi ti fa firmare contratti che poi non corrispondono alla mansione che ti fanno svolgere?
Antonio Fabbricini - Per e-mail da Roma

Non vorrei che i 9 euro l’ora finissero per diventare un riferimento erga omnes: voglio dire che qualche imprenditore potrebbe essere tentato di ridurre lo stipendio di chi ha una busta paga più alta.
Sergio Gullo - Per e-mail da Roma

La nostra Costituzione stabilisce che ogni lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla “quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”. Adesso, cercando di fissare a 9 euro l’ora il salario minimo significa ammettere che c’è gente che viene pagata di meno. Alla faccia, appunto, di ciò che dice la Costituzione.
Elisabetta Morelli - Per telefono da Roma

In Italia gli stipendi sono tra i più bassi d’Europa. Secondo me, i 9 euro l’ora non solo sono pochi ma aprirebbero un varco all’appiattimento delle retribuzioni verso il basso
349.5548XXX

Nella giungla degli stipendi che spesso caratterizza il nostro mercato del lavoro, quei 9 euro lordi l’ora potrebbero garantire i più deboli e i meno tutelati.
339.9561XXX

D’accordo. Ma poi chi verifica che la norma, una volta approvata, venga fatta rispettare?
335.4127XXX

Va bene, basta che non si colga la palla al balzo per ridurre gli stipendi di chi guadagna di più.
339.6135XXX

Il salario minimo è già in vigore in diversi Paesi europei. Se non sbaglio in Germania è di 10-11 euro netti l’ora.
338.6219XXX

In Italia il salario medio dei lavoratori dipendenti è di 11,2 euro lordi l’ora. Perché non prendere questa cifra come riferimento?
Michele Sforza - Per e-mail da Roma

Il salario minimo metterebbe in difficoltà, costringendoli ad adeguarsi, chi oggi paga di meno rispetto al valore della quantità prodotta dai lavoratori. Sono favorevole.
347.4838XXX

E se un’azienda, posta di fronte all’aumento del costo del lavoro, decidesse di ridurre il personale?
338.6126XXX

Se davvero i dati economici dell’Italia sono tornati a crescere più che bene, perché di pari passo non si aumentano anche gli stipendi? A me sembra che la battaglia sui 9 euro sia una battaglia retroguardia.
Romano Bellucci - Per e-mail da Roma

Prendiamo i 9 euro l’ora e poi andiamo avanti.
335.4279XXX

Ho l’impressione che per il Sud i 9 euro l’ora per sarebbero una vera e propria rivoluzione positiva. Per questo temo che non se ne farà niente.
340.5978XXX

Spero che la proposta possa presto diventare legge.
348.5933XXX

Prima dello stipendio c’è il lavoro. Delle tante riforme promesse per rilanciare l’occupazione finora nessuna è stata realizzata.
347.5871XXX

È di conforto sapere che meno di 9 euro l’ora non ti possono pagare. Ma la premessa è che bisogna trovare un posto di lavoro e firmare un contratto.
335.6772XXX

Gli imprenditori cosa ne pensano? Boh…
392.8659XXX

Se la pandemia dovesse tornare ad avere la meglio, sai che fine farà la proposta dei 9 euro l’ora di salario minimo? Un altro argomento per ringraziare i no-vax…
Fabio Stefani - Per e-mail da Roma

Penso di sì.
Tel. 331.7790XXX

Sì.
338.2410XXX

È giusto fissare un minimo al di sotto del quale non bisogna scendere, ma credo che 9 euro lordi per ora siano pochi.
Tel. 346.2150XXX

Sì.
Tel. 338.9600XXX

Magari… lavoro in un nido come ausiliaria e prendo 7 euro l’ora.
Tel. 333.9677XXX

Sì perché ci sono persone che non riescono a prendere uno stipendio decente.
Tel. 338.2823XXX

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Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “La scuola riesce a preparare i giovani alle professioni di oggi e di domani? a) Sì; b) No: c) Bisogna migliorare”.
Attualmente sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “È giusto fissare per legge il salario minimo garantito, per esempio a 9 euro lordi l’ora? a) Sì b) Non so”. Per rispondere c'è tempo fino all’11 novembre. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 3 dicembre.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Come molte cose in Italia anche la scuola è invecchiata. Bisognerebbe metterla al passo con le esigenze di oggi.
335.4803XXX

Qualche miglioramento c’è stato ma ci vuole più coraggio.
339.8329XXX

Al di là della buona volontà di tanti docenti è l’impianto complessivo che non funziona. Ne dico una: gli istituti tecnici continuano ad essere troppo pochi e poco considerati.
338.6125XXX

No e ancora no. I ministri si susseguono ma i problemi restano sempre gli stessi.
338.2436XXX

La nostra dispersione scolastica è tra le più alte in Europa. Qualcosa vorrà dire. Di sicuro, la scuola così com’è non riesce a suscitare grandi entusiasmi.
335.3755XXX

Nonostante tutto, mi pare che l’insieme delle strutture scolastiche reggano abbastanza bene grazie all’impegno di coloro che ci lavorano.
338.1857XXX

All’apertura di ogni anno scolastico puntualmente si ripresentano gli stessi handicap: prof che mancano, corsa alla ricerca dei supplenti, aule affollate… Possibile che nessuno riesca a sistemare le cose e a metterci sullo stesso piano degli altri Paesi europei?
Cinzia Bellini

Come può la scuola tollerare che tanti giovani decidano di abbandonarla? È un fenomeno preoccupante che però non preoccupa chi, invece, dovrebbe preoccuparsi. Scusate il gioco di parole ma questa è la realtà e c’è da vergognarsi.
333.5394XXX

È nella scuola che sta il futuro del Paese. Però io vedo che ci si diploma o ci si laurea di meno rispetto ai Paesi europei più avanzati, e vedo che tanti giovani, una volta conseguito il titolo di studio, preferiscono andarsene all’estero. È una fotografia che rischia di condannarci alla marginalità.
Federico Meocci

Di fronte alle tante carenze strutturali della scuola (aule affollate e spesso inagibili, precariato ovunque, materiali obsoleti) mi sento di ringraziare quei tanti docenti che ce la mettono tutta per impedire il naufragio della pubblica istruzione.
334.7582XXX

È stato approvato un nuovo programma di riforma dell’istruzione. Il ministro, Patrizio Bianchi, ha annunciato che c’è un bel pacchetto di miliardi di euro per riorganizzare l’intero sistema didattico, promuovere la ricerca, e quant’altro. Il tutto nell’ambito del Piano di ripresa e resilienza. Perché adesso è anche l’Europa a chiederci un salto di qualità. Sarà la volta buona? Lo spero. E, comunque, a differenza di altre volte, stavolta i soldi ci sono, e non è poco.
Vito Morelli

Vedendo ciò che succede nel Paese non mi pare che la scuola riesca a svolgere compitamente il suo ruolo. Certo, anche le famiglie hanno delle responsabilità. Ma così com’è è la scuola ad avere colpe pesanti.
Gabriella Consoli

Le professioni del domani? Alzi la mano chi ha visto una scuola all’altezza di questo compito.
389.7571XXX

Pollice verso, scuola bocciata.
338.3217XXX

Finalmente dalle università escono più ingegneri di una volta. È un bel segnale per il futuro.
339.4317XXX

Ho una certa età e ricordo ancora con piacere e miei anni di liceo e quelli dell’università. Mi pare che lo stesso sia così anche per mio figlio: ha dei buoni professori e lui segue le lezioni con interesse. C’è sempre qualcosa da migliorare però il mio giudizio sull’istituzione scolastica è positivo.
Vittoria Borghini

Il punto è proprio quello della domanda: la scuola riesce a preparare i giovani a ciò che li attende una volta terminati gli studi? A me pare di no, tranne le solite eccezioni.
335.6324XXX

In Germania si sfornano tecnici con specializzazioni adeguate mentre noi continuiamo a laureare eserciti di avvocati che rischiano di farsi una concorrenza spietata per accaparrarsi qualche cliente. È il sistema che è sbagliato e che va corretto.
337.0879XXX

Bisogna migliorare ma le basi ci sono. Spero che il governo di Mario Draghi riesca là dove altri hanno fallito.
388.4258XXX

Durante la pandemia i prof hanno fatto miracoli con la didattica a distanza. Su gran parte di loro ci si può contare ma c’è bisogno di una strategia di indirizzo chiara e puntuale. E di nuovi docenti perché ne mancano tantissimi.
Stefania Sullo

Si dice che il domani sia nel grembo di Giove. A me piacerebbe che fosse nelle mani di una scuola attenta alle esigenze di un Paese proiettato verso un futuro complesso ma affascinante. Coraggio, ce la possiamo fare.
Roberta Fiorini

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Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Con l’arrivo dei soldi dall’Europa e il successo delle vaccinazioni per il lavoro sarà finalmente un autunno di completo rilancio? a) Sì; b) No; c) Forse sì, forse no”. Attualmente sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro sondaggione sul tema: “La scuola riesce a preparare i giovani alle professioni di oggi e di domani? a) Sì; b) No: c) Bisogna migliorare. Per rispondere c'è tempo fino al 22 ottobre. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 28 ottobre.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

  • Completo rilancio non so, ma credo che la situazione possa migliorare.
    388.5429XXX
  • Mi preoccupa la resistenza alle vaccinazioni. La possibilità di una nuova ondata di contagi non è del tutto scongiurata e se ciò dovesse verificarsi per l’economia sarebbero guai seri, con ricadute negative sull’occupazione.
    Cesare M.
  • Lo spero ma non ne sono convinta.
    349.6682XXX
  • Sarà ancora dura. Ognuno tira dalla sua parte anziché spingere in unica direzione. Ho l’impressione che l’Europa ci richiamerà più volte per inadempienze varie.
    338.6237XXX
  • Di solito la ripresa dell’economia non coincide immediatamente con la ripresa dell’occupazione. Sarà un autunno ancora difficile per chi è alla ricerca di un impiego.
    335.9865XXX
  • Vedo in giro un po’ troppo ottimismo anche perché resta da risolvere il problema di chi non vuole vaccinarsi. Un problema non da poco visto che di mezzo c’è la sicurezza nei rapporti di lavoro.
    Marcello Bini
  • Dall’Europa arriveranno circa 200 miliardi di euro. Vorrei però ricordare che: 1) in gran parte si tratta di prestiti che dovremo rimborsare; 2) dovremo ubbidire alle imposizioni di Bruxelles.
    Fabrizio Accardo
  • Comunque sia sarà un autunno caldo: per il lavoro non mi attendo novità importanti.
    389.5531XXX
    Se non ce la facciamo stavolta allora buonanotte. Certo, non bisogna buttare i soldi dall’Europa dalla finestra e avanti con le riforme di cui abbiamo urgente necessità.
    349.5538XXX
  • Ho paura che alcune settori si apprestino al solito “magna-magna”, cioè a utilizzare i soldi dell’Europa per accontentare gli amici degli amici e non per trasformare davvero il Paese. Vorrei sbagliare ma…
    349.6538XXX
  • Forse sì, forse no.
    333.1769XXX
  • Ci sono aziende che sono pronte a ripartire ma altre mi sembrano impreparate. Per uscire dalla crisi servirà la ferma volontà di chi tiene tra le mani il timone dell’economia.
    338.4327XXX
  • Non vedo la svolta vicina. Oggi sono ancora molto preoccupato.
    335.3216XXX
  • Rilancio? Se ci sarà probabilmente sarà un rilancino. Se poi, invece, tutto dovesse andare bene i primi consistenti posti di lavoro non arriveranno prima della prossima primavera.
    Franco Giorgini
  • Voglio essere ottimista, quindi dico che sarà un autunno di rilancio per l’economia e per il lavoro.
    347.2544XXX
  • Con i vaccini e con il green pass ci stanno togliendo la libertà. E anche la promessa di lavoro è una bufala.
    Sergio R.
  • Non facciamoci illusioni. Vedo che si vuole tagliare il reddito di cittadinanza (che ha consentito a tanti di tirare avanti) senza contemporaneamente mettere sul piatto i posti di lavoro. A che gioco stiamo giocando?
    388.7136XXX
  • I sodi dell’Europa consentiranno di lasciarci alle spalle il periodo tra i più complicati della nostra storia. Mario Draghi al governo è una garanzia.
    329.9574XXX
  • Ne riparleremo a Natale quando scopriremo che poco sarà cambiato. Io resto pessimista, almeno fino a prova contraria…
    338.5944XXX
  • Successo delle vaccinazioni? Diciamo che sta andando benino ma altri Paesi sono riusciti a fare meglio.
    333.6835XXX
  • Ho perso il lavoro e non riesco a trovarne un altro. Spero nei soldi dell’Europa e spero che l’autunno possa portare buone notizie. Ma tempo che l’occupazione non si rialzerà tanto presto.
    Michele Rosselli
  • Sono scettico perché l’Italia ci ha abituato a grandi annunci e a grandi delusioni.
    335.4326XXX
  • Europa o non Europa, qui o saltano fuori i posti di lavoro o scoppia la rivoluzione.
    Lidia Mancini
  • … che il rilancio non rimanga solo una speranza, per chi ha perso il lavoro e per chi lo deve trovare.
    Tel. 339.1761XXX
  • No
    380.3658XXX
  • No
    338.2823XXX
  • Io non lavoro, invio il curriculum, faccio colloqui ma poi assumono chi ha esperienza e cosi sono ancora senza un posto, senza un’auto poiché non ho i soldi per comprarla, e senza casa (devo abitare con i miei). Che futuro…
    Alessandra
  • No, e l'obbligo vaccinale (di fatto lo è) è una vergogna!
    320.3032XXX
Pubblicato in Rubriche

Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Tra Confindustria e sindacati chi è che tutela meglio il lavoro e la ricerca di nuova occupazione? a) Confindustria; b) Sindacati”. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Con l’arrivo dei soldi dall’Europa e il successo delle vaccinazioni per il lavoro sarà finalmente un autunno di completo rilancio ? a) Sì; b) No; c) Forse sì, forse no”. Per rispondere c'è tempo fino al 27 agosto. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 10 settembre.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Perché questa contrapposizione? Confindustria e sindacati dovrebbero avere lo stesso interesse a tutelare il lavoro.
348.5532XXX

I sindacati, per statuto, dovrebbero essere dalla parte di chi lavora. Spesso però si dimenticano dei lavoratori più deboli ed emarginati.
366.3861XXX

Anche Confindustria non può non avere a cuore la ripresa del Paese e, quindi, del lavoro. Però poi gli interessi di bottega finiscono con il prevalere.
335.7499XXX

Confindustria guarda al profitto, i sindacati ai lavoratori. Io sto con i sindacati.
339.7912XXX

Messa così la domanda non ha senso. È chiaro che ogni categoria deve fare gli interessi dei propri associati e che ci vuole qualcuno in grado di mediare tra le parti. Per me quel qualcuno non può che essere il governo.
Diego Rossini - Per telefono da Roma

In Confindustria ci sono imprenditori bravi e altri meno. Così come ci sono stati presidenti più lungimiranti e altri meno. In questi mesi difficili mi sarebbe piaciuto una Confindustria più collaborativa e attenta alle posizioni dei sindacati.
Alba Ferroni - Per telefono da Latina

Ma non c’è dubbio: i sindacati.
339.7824XXX

I sindacati dovrebbero fare di più e guardarsi meglio intorno. Lo sfruttamento di tanti lavoratori e inconcepibile al giorno d’oggi. Eppure succede e pochi protestano.
338.6646XXX

Il mondo della produzione è cambiato e così anche il lavoro e il modo di lavorare. Non mi pare che Confindustria e sindacati siano all’altezza della situazione.
388.9468XXX

Se è vero che quasi la metà degli iscritti ai sindacati sono pensionati allora c’è qualcosa di che non va. Voglio dire: perché i giovani non ritengono importante prendere la tessera di chi dovrebbe rappresentarli? Meditate sindacati, meditate.
Riccardo S. - Per e-mail da Roma

I sindacati, come la politica, scontano la veloce trasformazione della società. Non ci sono più le classi sociali di una volta e tutto è più fluido e inafferrabile. A guadagnarci è Confindustria che ha il timone in mano e che può dettare tempi e regole.
Cristina D’Orazi - Per e-mai da Roma

Anche i sindacati sbagliano, e a volte clamorosamente. Ma senza la loro presenza sarebbe molto peggio.
340.3429XXX

Non sono un esperto ma gli industriali italiani, tranne lodevoli eccezioni, quando i tempi sono difficili chiedono il soccorso dello Stato (contributi, sgravi, incentivi) però quando le cose vanno bene non pensano che a dividersi gli utili. Forse si si attuasse un po’ di cogestione come in Germania la situazione potrebbe migliorare.
Alberto Simoni - Per telefono da Roma

Credo che Confindustria e sindacati farebbero bene a scrivere un patto sociale alla luce delle trasformazioni in atto. Ho invece l’impressione che ognuno guardi al proprio orticello senza una strategia di ampio respiro.
Anna Loreti - Per telefono da Viterbo

Che fine ha fatto la solidarietà tra i lavoratori? È andata a farsi benedirre tanto che spesso è lotta tra le generazioni: giovani contro anziani, garantiti contro chi è senza tutele. Si cerca di difendere ciò che si ha non pensando al futuro. Qui ci metto anche Confindustria che non mi pare abbia una grande visione propositiva.
Roberto Sarti – Per telefono da Roma

Si dice che agli imprenditori non piace licenziare perché la forza lavoro è anche la loro forza. Ma l’imprenditore deve essere in grado d stare sul mercato che ormai è globale. Mediamente non mi pare che i nostri industriali brillino su questo versante.
345.7425XXX

Okay, i sindacati possono essere contestati per i ritardi con cui hanno preso atto del terremoto che c’è stato nel mondo del lavoro. Ma proviamo a immaginare che cosa accadrebbe nelle fabbriche e negli uffici se non ci fossero…
392.3239XXX

In questo momento storico Confindustria e sindacati sono legati a filo doppio. C’è chi lo ha capito, altri no. Meno male che l’Italia è riuscita a farsi dare un bel po’ di contributi dall’Europa ma adeso – come ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi – dobbiamo spenderli bene. Ecco perché Confindustria e sindacati dovrebbero stare dalla stessa parte.
Giacomo Borrelli - Per telefono da Rma

Senza i sindacati dove starebbero oggi i lavoratori? Sono in avanti con gli anni e ricordo le lotte degli anni Sessanta e Settanta culminate nello Statuto del lavoratori. Voglio ricordare Giacomo Brodolini (un nome oggi quasi dimenticato) che si battè a lungo per farlo approvare e che morì poco prima del via libera definitivo.
Umberto Paolini - Per telefono da Roma

Confindustria e sindacati devono capire che gli anni che ci aspettano non saranno semplici e che il loro contributo può essere determinante. Insomma, devono collaborare.
333.9651XXX

È quasi obbligatorio rispondere “i sindacati”: con la Confindustria che abbiamo c’è poco da sperare.
338.2659XXX

Voto per i sindacati anche se potrebbero fare molto di più. Non li vedo pronti ad affrontare le sfide che abbiamo davanti e che sono diverse da quelle del passato. Ma con loro un salto di qualità dovrebbero farlo anche Confindustria, alcuni ministri di questo governo, la scuola e tutto coloro che ruotano intorno al mondo della produzione.
Carlo Strampelli - Per e-mail da Roma

Confindustria.
338.2823XXX

Le aziende possono riprendere a licenziare e mi pare che lo stiamo facendo senza porsi troppi problemi. La presenza dei sindacati è probabilmente un freno al buttiamo tutti a mare e trasferiamo le fabbriche in un altro Paese. I lavoratori hanno bisogno di chi si prende cura dei loro interessi.
Marta G. - Per e-mail da Fiumicino

I sindacati parlano ma poi chi deve fare i fatti, vale a dire creare posti di lavoro, sono gli imprenditori. Cioè Confindustria.
333.4961XXX

Se non ci fosse Mario Draghi a risollevare le sorti dell’Italia, con Confindustria e sindacati non si andrebbe lontano.
338.4832XXX

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Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Le nostre strutture sono in grado di gestire i soldi del Recovery Fund? a) Sì; b) No”. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Tra Confindustria e sindacati chi è che tutela meglio il lavoro e la ricerca di nuova occupazione? a) Confindustria; b) Sindacati”. Per rispondere c'è tempo fino al 1° luglio. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 23 luglio.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

  • No, non sono in grado. Basta vedere le continue chiacchiere sulla perdita del lavoro femminile "faremo faremo" mentre poi non viene presa alcuna misura seria per incentivare l’occupazione delle donne in una situazione così grave... E basta vedere come vengono mal gestiti i vari sussidi, escludendo chi ne ha davvero bisogno come i tempo determinato che hanno finito l’indennità Naspi e non trovano un altro impiego. Bisogna creare lavoro! Lavoro stabile e non lavoro interinale, e via dicendo... Messaggio inviato tramite WhatsApp dal n. 347.6662XXX.
  • Non saranno capaci di gestire i soldi. Messaggio inviato tramite WhatsApp dal n. 338.2823XXX.
  • Se guardo al passato dico no ma con Mario Draghi alla guida del governo forse ce la possiamo fare. Messaggio inviato tramite WhatsApp da Cesare Bernardini.
  • Ho paura che gran parte delle risorse che ci arriveranno dall’Europa finiranno nelle mani della burocrazia e da lì faranno fatica a muoversi. Messaggio inviato tramite WhatsApp da Angela Muzzi.
  • Purtroppo la vedo n era. Quindi voto no. Messaggio inviato tramite WhatsApp dal n. 388.4754XXX.
  • Se alla fine sarà sì significa che l’Italia ce l’avrà fatta a cambiare. Messaggio inviato tramite WhatsApp dal n. 347.5429XXX.
  • L’unica certezza è Mario Draghi. Di tutto il resto non mi fido. Messaggio inviato tramite WhatsApp dal n. 348.3862XXX.
  • L’Italia da qualche parte dovrà pure ricominciare. Sono convinto che i soldi del Recovery Fund aiuteranno, e molto. Messaggio inviato tramite WhatsApp dal n. 388.5789XXX.
  • Con un debito che è salito alle stelle ci manca solo che il Recovery Fund finisca in un buco nell’acqua. Sono fiducioso. Messaggio inviato tramite WhatsApp dal n. 349.9127XXX.
  • Nel governo ci sono anche persone in gamba e Mario Draghi è il più in gamba di tutti. I miei timori riguardano ciò che sta intorno. Ma non fasciamoci la testa prima del tempo… Aspettiamo, vediamo. Messaggio inviato tramite WhatsApp da Emanuele Ricci.
  • Leggo che a gestire i soldi del Recovery Fund sarà una cabina di regia guidata da Mario Draghi. Auguriamoci che possa funzionare per il bene del Paese. Messaggio inviato tramite WhatsApp da Roberto Guglielmi.
  • Meno male che l’Europa controllerà come spenderemo i soldi del Recovery Fund. Mi sento più garantito. Messaggio inviato tramite WhatsApp dal n. 337.8536XXX.
  • Gli italiani hanno sempre predicato bene e razzolato male. Temo che sarà così anche stavolta. Messaggio inviato tramite WhatsApp dal n. 338.3682XXX.
  • Sono pessimista. Qualcosa riusciremo a combinare ma non ci sarà nessuna rivoluzione in positivo. Messaggio inviato tramite WhatsApp dal n. 335.6429XXX.
  • Se sprecheremo anche questa occasione bisognerà scappare dall’Italia. Messaggio inviato tramite WhatsApp dal n. 338.4644XXX.
  • Le nostre strutture? Quali, quelle che sono passate da un fallimento all’altro? Messaggio inviato tramite WhtsApp dal n, 338.4328XXX.
  • Sono convinto che dopo qualche mese l’Europa ci tirerà le orecchie: o fate le cose per bene o di euro non ve ne diamo più. Messaggio inviato tramite WhatsApp dal n. 338.1432XXX.
  • Con il Piano nazionale di ripresa e resilienza l’Italia può davvero cambiare volto. Ho fiducia che così sarà. Messaggio inviato tramite WhatsApp dal n, 333.6391XXX.
  • Speriamo di riuscire a sapere dove andranno a finire i soldi del Recovery Fund. Gli anni scorsi sono stati anni di sprechi e corruzione. La novità oggi è Mario Draghi. E non è poco. Messaggio inviato tramite WhatsApp da Vito Luciani.
  • Nel passato non siamo riusciti a spendere le risorse che l’Europa via via ci ha assegnato. È vero, ora c’è Mario Draghi ma nemmeno lui ha la bacchetta magica. Messaggio inviato tramite WhatsApp da Claudia Federici.
  • Sarò pessimista. Ne ho viste troppe in questi anni. Voto no. Messaggio inviato tramite WhatsApp dal n. 389.8299XXX.
  • Abbiamo 5 anni di tempo per spendere i quasi 200 miliardi di euro che l’Europa ha assegnato all’Italia. I conti li faremo alla fine. In 5 anni molte cose possono cambiare, a cominciare dalla persona di Mario Draghi a capo del governo. Messaggio inviato tramite WhatsApp dal n. 335.3981XXX.
  • Finora il governo si è comportato bene. Credo che continuerà così e che i soldi del Recovery Fund consentiranno all’Italia di restare nel gruppo dei migliori. Messaggio inviato tramite WhatsApp dal n. 329.2648XXX.
  • Ci vorrà una regia forte e determinata. Sarà una bella scommessa. Non me la sento di dire no prima dell’inizio delle danze. Messaggio inviato tramite WhatsApp da Anna De Angelis.
  • Bisognerebbe cambiare i ministeri, inserire forze fresche, nuove intelligenze capaci di dialogare con la modernità tecnologica e in grado di individuare subito chi è che non riga dritto. Ma non ci sarà troppo tempo per fare questo salto di qualità. Speriamo bene. Messaggio inviato tramite WhatsApp da Simona Rosati.
Pubblicato in Rubriche

Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “I giovani e le donne: per loro nei prossimi mesi migliorerà l’occupazione? a) Sì; b) No”. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “È meglio che Mario Draghi resti Capo del Governo o accetti di diventare Presidente della Repubblica? a) Meglio che resti Capo del Governo; b) Meglio Presidente della Repubblica”. Per rispondere c'è tempo fino al 10 giugno. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 2 luglio.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Credo di no.

392.5425XXX

Siamo il Paese che non ha mai provato a tutelare il lavoro dei giovani e delle donne. E non vedo prossimi cambiamenti.
338.5436XXX

Se i giovani sono il futuro dell’Italia, allora il futuro lo vedo nero.
335.6129XXX

Le donne sono le prime a perdere il lavoro e le ultime a recuperarlo. Sarà così anche stavolta? Voglio sperare di no ma non ci scommetterei.
Marco Silvani - Per e-mail da Roma

Le donne studiano di più, si applicano di più e hanno un rendimento quasi sempre superiore, eppure sono le prime ad essere licenziate. Basta!
Monica Simoni - Per e-mail da Roma

Con Mario Draghi al governo le cose dovrebbero migliorare. Quindi rispondo “sì”.
340.5486XXX

Ma se le aziende cercano sempre persone con esperienza, come fa un giovane a trovare un lavoro?
338.6977XXX

Sento spesso parlare di ricambio generazionale: qualcuno lo ha visto?
335.4835XXX

Ci sarà un’inversione di tendenza e l’occupazione ricomincerà a crescere. Ma ci vorrà tempo per tornare al livelli pre-Covid. Per i giovani e le donne la situazione non cambierà dall’oggi al domani.
Stefano Velli - Per e-mail da Roma

Non noto in giro programmi in grado di favorire l’occupazione dei giovani e delle donne.
335.3267XXX

Qualche incentivo per agevolare l’occupazione giovanile c’è già: gli sgravi contributivi, per esempio. Però in una situazione di crisi non servono a niente. Se l’economia non riprende c’è poco da sperare.
Cesare Baresi - Per telefono da Roma

Quando arriveranno i soldi dall’Europa, chi di dovere deve mettere il lavoro dei giovani e delle donne in primo piano. Andrà così? Ho più di un dubbio.
339.6862XXX

Quello che mi fa rabbia è che la crisi c’è per tutti, non solo per l’Italia. Però solo da noi i giovani e le donne sembrano gli abitanti di un pianeta dimenticato.
Diana Carlucci - Per e-mail da Roma

Ma come fa un giovane a trovare lavoro se non ha santi in paradiso? A che cosa servono i centri per l’impiego? E i famosi “navigator” quanti posti sono riusciti a creare?
347.5547XXX

C’è un programma che si chiama Garanzia Giovani fatto apposta per favorire chi ha fino a 29 anni a trovare un impiego. Forse andrebbe aggiornato e migliorato perché così com’è non serve a molto.
Lina Damiani - Per e-mail da Roma

Per i giovani ci sono solo opportunità di tirocinio che raramente si trasformano in assunzioni vere e durature. Anzi, a volte sono un modo per pagare poco chi ha una laurea e magari ha pure una buona professionalità.
Stefano Mariani - Per e-mail da Roma

Il 99% di chi ha perso il lavoro è donna. La pandemia ha scavato un altro fossato sulla base del genere. Un’ingiustizia in un mare di ingiustizie. Ci vuole un piano serio per l’occupazione che superi anche questa discriminazione.
Maria Rosaria Allegri - Per telefono da Roma

Nei prossimi mesi l’occupazione per i giovani e le donne dovrebbe migliorare se contemporaneamente migliorerà la situazione generale dell’Italia.
348.7518XXX

Non sono ottimista: sono convinto che per tanti giovani il futuro sarà all’estero dove capacità e merito crazia sono prese più in considerazione.
320.0753XXX

Di che cosa stiamo parlando? Se nemmeno Mario Draghi, con l’aiuto dell’Europa, riuscirà a disincagliare l’Italia, non solo i giovani e le donne ma tutti noi dovremo tirare la cinghia ancora a lungo.
349.5668XXX

L’Italia sta facendo bene con le vaccinazioni, al governo c’è finalmente un presidente del Consiglio capace e stimato e stanno per arrivare i finanziamenti dell’Europa: il panorama non cambierà rapidamente ma stiamo per svoltare. Anche i giovani e le donne dovrebbero beneficiarne. Del resto peggio di così…
Carla B. - Per e-mail da Viterbo

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Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Dal 31 marzo ripartono i licenziamenti: il governo li bloccherà di nuovo? a) Sì, li bloccherà b) No, e saranno guai seri”. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Giovani e donne: per loro nei prossimi mesi migliorerà l’occupazione? a) Sì; b) No”. Per rispondere c'è tempo fino all’8 aprile. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 30 aprile.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Si se non vogliono milioni di licenziamenti... Io intanto il lavoro l’ho già perso.
Tel. 347.6662XXX

Li bloccherà altrimenti scoppia la rivoluzione.
392.5536XXX

Il governo confermerà il blocco.
338.6921XXX

Mario Draghi dovrà convincere Confindustria che ha chiesto più volte la fine del blocco.
338.5428XXX

Il blocco dei licenziamenti lo paga lo Stato, cioè noi, grazie ai contributi che vengono dati alle aziende per non ridurre gli organici.
335.1758XXX

Ci sono aziende che la crisi ha messo in ginocchio e che non hanno più bisogno del personale di prima. I nodi verranno al pettine.
340.9682XXX

Il governo non può permettersi un’ondata di licenziamenti. Quindi il blocco verrà prorogato.
339.7122XXX

Sono certo che il blocco verrà confermato ma qualcosa cambierà. Che cosa e a favore di chi? Questo è il punto.
320.7735XXX

Forse il mio ragionamento non è in linea con la domanda. Però mi piacerebbe sapere che cosa sta facendo il mondo delle imprese per reggere il mercato oltre che chiedere contributi e sussidi?
Claudio R. - Per e-mail da Roma

Per il governo si tratta di una scelta obbligata: rinnovare il blocco e ragionare su come rilanciare l’economia.
335.7534XXX

Il blocco verrà confermato. Ma per quanto tempo? Si parla di una proroga di 2-3 mesi per poi “coprire” le sole imprese più colpite dalla pandemia come quelle che operano nel turismo e in certi settori del commercio. Se così sarà, tra breve a migliaia si ritroveranno a spasso.
Martina Serra - Per e-mail da Roma

Meno male che ci sono i sindacati e uno Stato ancora attento ai diritti delle persone altrimenti ci sarebbe già stata una pioggia di licenziamenti.
338.4357XXX

Stop ai licenziamenti. Ma poi?
347,9867XXX

Ho l’impressione che occorra rimettere mano all’insieme delle normative sugli ammortizzatori sociali: cassa integrazione, reddito di cittadinanza, assegno di disoccupazione, indennità varie. Meglio sarebbe una rete di protezione che garantisca tutti coloro che perdono il lavoro o che non l’hanno ancora trovato.
Mauro Angeletti - Per e-mail da Firenze

Vedremo che cosa sarà capace di inventarsi il nuovo ministro del Lavoro, Andrea Orlando.
320.2438XXX

Se l’economia non riprenderà a tirare saranno guai seri. Ho letto che senza il blocco dei licenziamenti potrebbero saltare 120.000-150.000 posti al mese.
F. B. - Per e-mail da Viterbo

Gli ammortizzatori sociali hanno finora tenuto a galla tantissime famiglie. Ma così l’Italia non può andare avanti. La speranza è che con il Recovery Fund ci si possa rialzare.
347.3076XXX

Non credo che si possa o voglia togliere il blocco dei licenziamenti. Però in qualche modo dobbiamo superare il ricorso alla sussistenza e ricominciare con l’occupazione. O così o saranno guai seri.
Paolo Cruciani - Per e-mail da Roma

Draghi e il Recovery Fund possono fare il miracolo. Sono le ultime carte perché dopo c’è solo il si salvi chi può.
392.7736XXX

Bloccare i licenziamenti e mettere in campo politiche serie per il rilancio del Paese. I giovani e i meno giovani hanno bisogno di tornare a lavorare e produrre.
392.5284XXX

Se non si rinnova il blocco dei licenziamenti la gente scenderà in strada con i forconi.
366.6758XXX

Rinnovo del blocco dei licenziamenti e della cassa integrazione Covid. Almeno fino al superamento dell’emergenza. In attesa della riforma degli ammortizzatori sociali.
Cristina Mauri - Per e-mail da Roma

Draghi ha parlato della necessità di tutelare chi perde il lavoro. Aspetto di sapere come.
338.5782XXX

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Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Per battere il Covid-19 ci volevano misure ancora più restrittive? a) Misure più restrittive; b) Si è esagerato”. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Per l’occupazione il 2021 andrà meglio o peggio del 2020? a) Meglio; b) Peggio”. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 5 febbraio.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Non so se più restrittive, ma misure decise e coordinate tra governo, virologi, regioni e strutture ospedaliere. L'unione decisionale di più organi avrebbe forse dato migliori risultati. Forse. E non un balletto di decisioni, rivelatesi anche inutili.
Walter da Roma

Assolutamente no. Siamo tra i Paesi in Europa che ha avuto più restrizioni in assoluto con il risultato di essere il terzo Paese al mondo per numero di morti. Paesi senza o con poche restrizioni né multe hanno avuto un numero di morti inferiore e la scusa della popolazione anziana non regge. Basti vedere l'Irlanda e il Giappone, Paesi con alta popolazione anziana eppure con pochi morti. Basta lockdown. È ora che il governo faccia un serio esame di cosa non ha funzionato e inizi a porvi rimedio.
Tel. 347.472XXXX

Sì, misure più restrittive e più controlli alle movide.
Tel. 340.299XXXX

Penso che il governo doveva essere più rigido nel periodo estivo e natalizio.
Riccardo da Roma

Sì, più chiusure oggi per essere più liberi domani.
Tel. 339.344XXXX

Ci voleva soprattutto un’informazione più chiara e tempestiva, come è stato durante la prima ondata.
334.4175XXX

Mi auguro che la gestione delle vaccinazioni scorra senza intoppi e non ricominci il braccio di ferro tra regioni e governo. Il protagonismo di certi politici non può speculare sulla nostra salute.
Carlo Bisio - Per e-mail da Roma

Misure più restrittive e più attenzione da parte di tutti: per battere il coronaviris da qui non si scappa.
348.9576XXX

È vero che le misure più restrittive mettono in pericolo l’economia ma è altrettanto vero se si allenta la stretta a rischio è la salute. Speriamo nel vaccino.
329.6714XXX

Bisognava e, in caso di necessità, bisogna chiudere di più. Naturalmente alla luce di ciò che accadrà con la diffusione delle vaccino.
338.1329XXX

Sono per un maggiore rigore e non capisco chi parla di “dittatura della salute”.
Michele Costi - Per e-mail da Roma

Qualcuno può spiegarmi perché il Veneto da regione-esempio è diventata la più colpita dalla pandemia?
335.8738XXX

Il vaccino ha cominciato a fare da scudo ma ci vorrà tempo prima di raggiungere la famosa “immunità di gregge”. Gli esperti sostengono che dovremo convivere con Covid-19 fino all’inizio dell’autunno. Di conseguenza non bisogna mantenere le misure di sicurezza.
Massimo Giorgi - Per e-mail da Roma

Se la scorsa estate non ci fosse stato il liberi tutti forse la seconda ondata della pandemia si sarebbe potuto controllare meglio. L’insegnamento è chiaro: se si rispettano le regole il coronavirus si può arginare. Poi con il vaccino…
Marino Sisti - Per e-mai da Roma

Mi pare che solo in Italia il confronto tra rigoristi e aperturisti sia andato avanti così a lungo. Ma ci vuole molto per rendersi conto che più occasioni di contatto ci sono e più il virus colpisce?
Riccardo Milani - Per e-mail da Firenze

Credo che solo il vaccino può salvarci. Con gli appelli contro gli assembramenti non si va lontano.
335.5864XXX

Non ricordo chi ha detto che nel nome dell’economia si possono pure sacrificare delle vite. Aberrante.
333.4396XXX

Le misure restrittive vanno adottate a ragion veduta. Non sempre è stato così.
377.7570XXX

A metà dicembre abbiamo superato i 70.000 morti. Sono convinto che con più tempestività e più rigore si sarebbe potuto limitare la catastrofe.
349.5872XXX

Con un governo più deciso e con le idee più chiare l’Italia poteva evitare di finire giù nel burrone.
333.7955XXX

Le misure più restrittive le applicherei a certi politici che meno parlano è meglio è.
333.8841XXX

Se le persone si comportano come si deve non c’è bisogno di piccoli o grandi lockdown.
346.7621XXX

Chiudere le attività è un colpo per l’economia. Ma per il momento non vedo alternative valide. Meno male che è arrivato il vaccino.
338.4718XXX

Si è esagerato perché non c’è stata una linea costante anti-contagio. Nel senso che occorreva far rispettare con più rigore le misure relative al distanziamento e quant’altro. Siccome così non è stato, allora è scattata la corsa alle chiusure. Ma i buoi erano ormai scappati dalla stalla.
Umberto Piccoli - Per e-mail da Roma

Sono per il rigore ma poi chi ne subisce le conseguenze deve essere aiutato subito.
335.6838XXX

Giuste le “zone rosse” a Natale e Capodanno.
393.6515XXX

Mentre si protestava per le limitazioni imposte agli incontri e ai cenoni le ambulanze continuavano a trasportare malati nei reparti Covid. Come sempre c’è chi si rifiuta di guardare.
338.2163XXX

I Paesi che hanno allentato le misure di sicurezza sono stati poi costretti a correre ai ripari di fronte all’impennate delle vittime. Finché il vaccino non riuscirà ad avere la meglio occorrerà mantenere la massima attenzione.
Raffaella Mussi - Per e-mail da Roma

Che fine hanno fatto coloro che in estate parlavano di epidemia sconfitta e di riaprire tutto? Perché i giornali non ne pubblicano l’elenco? Sarebbe istruttivo.
339.8681XXX

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Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Ce la farà il governo con il Recovery Fund a rilanciare l lavoro? a) Sì; b) No”. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Il ministro dell’Economia prevede per il 2021 una crescita del Pil del 6%? a) È possibile; b) No, è un dato troppo alto”. Per rispondere c'è tempo fino al 12 novembre. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 4 dicembre.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

I precedenti non sono confortanti. L'Italia non è mai riuscita a spendere tutti i soldi che l'Unione europea ha stanziato per gli Stati membri, impastati come siamo di collusioni, incapacità e burocrazia. E non credo che questa volta andrà meglio. Poca fiducia in questo esecutivo.
333.8553XXX

Non ce la fa.
338.2823XXX

Sì, sicuramente.
333.4591XXX

La speranza è che la possa fare. Però non ne sono sicuro.
338.3447XXX

Senza in Recovery Fund l’Italia sarebbe colata a picco.
335.7439XXX

Il Recovery Fund può essere di grande aiuto ma ce la farà ad arrivare in tempo?
338.4325XXX

La ripresa dell’Italia dipende dalle risorse che l’Europa ci mette a disposizione. Per ora è tutto sulla carta. Bisogna darsi da fare per accelerare le procedure affinché quei soldi ci vengano messi a disposizione al più presto.
Claudio Sgroi - Per e-mail da Roma

Più di 200 miliardi di euro non sono uno scherzo ma poi dobbiamo essere in grado di spenderli bene.
348.7548XXX

Con il coronavirus che ha ripreso a correre in mezzo a noi c’è poco da stare allegri. Se si dovesse andare incontro a un nuovo lockdown, soldi o non soldi, il lavoro difficilmente ne uscirà bene.
Carlo Bosco - Per e-mail da Roma

Il Recovery Fund è uno spiraglio ma se non arriva il vaccino anti-Covid continueremo a ballare sull’orlo del baratro. E forse un po’ più in là.
335.5488XXX

Senza l’Europa le speranze di ripresa sarebbero ridotte all’osso. Per il lavoro decisivo sarà il Recovery Fund.
3298549XXX

Vanno aiutate le imprese, vanno aiutati gli italiani che si trovano in difficoltà, va aiutato lo Stato a modernizzarsi. E, soprattutto, si deve tenere a bada il coronavirus. Il governo ce la farà a gestire una situazione così complicata? Non sarà facile.
Rosaria Roberti - Per e-mail a Roma

Non sono ottimista.
335.8391XXX

Con il Recovery Fund il lavoro potrebbe ritrovare lo slancio. Senza quei soldi sarebbe la fine.
337.8123XXX

L’Italia, almeno fino alla prima settimana di ottobre, è riuscita a evitare una seconda ondata di contagi. Intorno a noi, però, il coronavirus pare fuori controllo. Per il lavoro non è una buona notizia perché molte nostre aziende vanno avanti con l’export e se l’Europa si ferma addio ripresa e addio occupazione.
Nello Coletti - Per e-mail da Latina

Sulla carta il Recovery Fund può essere l’ancora di salvezza. Però ci vogliono leader capaci di guidare l’Italia con mano ferma e idee chiare in testa. E qui non siamo messi bene.
366.6439XXX

Ormai da decenni il lavoro è la Cenerentola del Paese. Tutte le riforme per rilanciarlo sono servite a poco se non a sperperare inutilmente denaro. Penso ai Centri per l’impiego (a che cosa servono?), penso ai tanti navigator assunti (a che cosa servono?), penso ai troppi e spesso inutili corsi di orientamento e formazione pagati dallo Stato (a che cosa servono?). Saremo in grado di invertire la tendenza approfittando del Recovery Fundf? In giro non vedo personaggi all’altezza.
Vittoria Pini - Per e-mail da Roma

L’Italia ce la farà a rimettersi la testa sulle spalle? Il punto è questo. Sennò i miliardi del Recovery Fund rischiano di finire nelle tasche sbagliate e la ripresa del lavoro resterà un sogno.
Enrico Fantini - Per e-mail da Livorno

Mi pare che siamo stati bravi a contenere il coronavirus e, comunque, ci siamo comportati meglio degli altri. Gestire la ripresa è un altro paio di maniche. Speriamo bene.
335.6426XXX

Se non buttiamo al vento l’opportunità del Recovery Fund possiamo farcela.
334.7691XXX

Non c’è dubbio che siamo stati bravi nelle trattative con l’Europa tanto che siamo riusciti a ottenere ciò che sembrava impossibile. Ma il difficile viene adesso.
338.4866XXX

Se non si rilancia il lavoro possiamo pure chiudere bottega.
335.2685XXX

Con l’incubo del Covid-19 sarà difficile organizzare la ripresa. E quindi rilanciare il lavoro.
333.1664XXX

Mi vengono i brividi pensando a un’Italia senza Recovery Fund.
389.7318XXX

Insieme al lavoro dobbiamo sistemare anche il nostro sistema sanitario. Per questo non capisco chi si ostina a non volere i soldi del Mes. I primi del Recovery Fund arriveranno – così ho letto – non prima di giugno. Intanto prendiamo e utilizziamo quelli del Meccanismo europeo di stabilità.
Andrea Simoni - Per e-mail da Roma

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Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Per arginare il coronavirus è stato fatto il possibile o si poteva fare di più? a) È stato fatto il possibile; b) Si poteva fare di più”. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Coronavirus. Dopo l’estate ci sarà una nuova ondata? a) Sì; b) No; c) Forse”. Per rispondere c'è tempo fino al 31 luglio. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero dell’11 settembre.

Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.

Sì. Ma voglio elencare alcuni punti: 1) appena uscita la notizia dalla Cina la prima cosa da fare era chiudere tutti i voli; 2) nel momento in cui il 31 dicembre è stato pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale” lo stato di allerta i politici, invece di spingere la gente alla movida, avrebbero dovuto mettere in guardia la popolazione. Magari con una conferenza a reti unificate di Giuseppe Conte; 3) si dovevano chiudere immediatamente le regioni. Ci sono anche i punti 4, 5, 6 e così via, ma lascio perdere.
333.4749XXX

Credo che sia stato fatto il possibile.
338.4327XXX

Rispondere di fronte a tanti contagiati e a tanti morti non è semplice. Però mi pare che l’Italia si sia mossa bene.
338.5968XXX

Forse il lockdown andava deciso con una decina di giorni di anticipo. Ma mi rendo conto che con il senno del poi è più facile dire e disdire.
Elvira Ciriè - Per e-mail da Roma

Meno male che non abbiamo al governo un Donald Trump, un Boris Johnson o un Jair Bolsonaro. Negli Stati Uniti, in Inghilterra e in Brasile l’hanno presa sottogamba e adesso, purtroppo, stanno pagando un prezzo ben più alto di noi. Poi, in verità, il premier inglese si è corretto ma solo dopo essere stato contagiato.
Giuliano Mattei - Per telefono da Roma

È terribile quello che ci è capitato. E non sappiamo ancora con certezza il perché e il percome. Dobbiamo scoprirlo per evitare altre tragedie simili.
Sabrina B. - Per e-mail da Viterbo

Si poteva fare di più, se non altro sul piano della tempestività: il Nord, tranne il Veneto, è stato lasciato andare allo sbaraglio.
394.5528XXX

Le case di riposo si sono fatte trovare impreparate (per non dire di peggio). Speriamo che si faccia luce sui motivi di tante, troppe vittime.
334.6411XXX

Complessivamente mi pare che il sistema sanitario nazionale abbia retto grazie al personale, medici e infermieri, che si è prodigato in modo ammirevole.
328.9824XXX

C’è il buco nero delle residenze sanitarie assistenziali (Rsa). Troppi gli anziani ricoverati che non ce l’hanno fatta. Non può essere un caso. Se ci sono delle responsabilità vanno portate alla luce.
349.65377XXX

Mi vengono i brividi pensando a ciò che ci sarebbe potuto accadere con un Donald Trump a decidere della nostra vita con il coronavirus galoppante.
347.6138XXX

Un ringraziamento ai medici e agli infermieri che, mettendo a rischio le loro vite, stanno arginando l’epidemia. Ricordiamocelo quando il peggio sarà alle nostre spalle.
389.7751XXX

Non capisco perché la Lombardia, il Piemonte e l’Emilia Romagna siano finite nell’occhio del ciclone Covid-19. Eppure le strutture sanitarie di queste regioni erano considerate le più affidabili. Forse la dirompente capacità di contagio del coronavirus è stata sottovalutata? Se è così i responsabili dovrebbero essere individuati.
Giorgio Rinaldi - Per telefono da Roma

Tutto si può fare meglio. Però il coronavirus è esploso all’improvviso e per organizzare le difese ci abbiamo messo qualche settimana in più. Ma poi ci siamo mossi bene.
389.5427XXX

Vedo che, oltre al dramma dei morti, Covid-19 sta mandando in malora la nostra economia. Mai l’Italia ha attraversato una crisi tanto crudele e drammatica,
335.5378XXX

Tutto sommato è stato fatto il possibile.
338.6925XXX

Quando l’epidemia sarà stata messa sotto controllo, riprendiamo il discorso sulla centralità insostituibile del sistema sanitario nazionale, Per me è quello che ha impedito al coronavirus di dilagare. Le strutture private non si sono viste e nemmeno hanno provato a dare una mano.
V. S. - Per e-mail da Frosinone

Si poteva fare di più sul piano della tempestività e della diffusione degli strumenti di difesa e di cura: leggi mascherine e respiratori.
347.6545XXXi

Okay, ma sarà difficile rialzarci.
389.6228XXX

Perché la Lombardia è diventata sinonimo di contagio e di morti?
389.6527XXX

Cedo che sia stato fatto il possibile. Adesso speriamo nel vaccino e nel rispetto delle regole da parte di tutti noi.
377.7428XXX

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