Il Sondaggione. Arriva il reddito di cittadinanza: bocciati i Centri per l’impiego. Così come sono non ce la faranno a gestirlo
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.
Non sono pronti....non per mancanza di personale, ma per scarsa volontà di lavorare.
331.3755XXX
I centri per l'impiego stanno per ricevere rinforzi,ma al momento lavorano assai male e non è neppure possibile accedere alla propria area riservata,anche se registrati. La battuta che gira a Roma è che i Centri per l'impiego sono una manna solo per chi ci lavora ! Insomma la sfida sarà proprio difficile.
320.0507XXX
Magari arrivasse il lavoro per me... mi chiamano sempre società consulenti e vendite a conoscenti e amici.. tipo italvita pride, pride and glory, ecc..io mando curriculum e metto annunci per lavoro di segretario e commesso e mi cercano solo quelle società.
339.5772XXX
Perché dovrebbero essere pronti? Non lo sono, ed è così da tempo.
338.4218XXX
Senza l’arrivo dei rinforzi promessi, gestire il reddito di cittadinanza sarà per i Cpi una battaglia persa in partenza.
335.7642XXX
O i Centri per l’impiego diventano una cosa seria o è meglio farne a meno.
347.3911XXX
I Centri per l’impiego, così come sono adesso, non sono pronti.
339.4757XXX
Alzi la mano chi è riuscito a trovare un lavoro grazie ai Centri per l’impiego. La speranza è che riescano a mettersi al passo con i tempi e con i nuovi compiti.
Roberto Conti - Per e-mail da Roma
Ma se non partono le assunzioni relative ai professionisti capaci di rivitalizzare i Cpi, di che cosa stiamo parlando?
348.2569XXX
Quello che mi meraviglia è che tutti sanno, e sapevano, della scarsa utilità dei Centri per l’impiego. Nessuno ha però voluto metterci mano. Improvvisamente diventano determinanti per il buon funzionamento del reddito di cittadinanza. Speriamo bene.
Maurizio Sensini - Per e-mail da Siena
I Cpi oggi servono solo a pagare lo stipendio a chi ci lavora. Senza una loro radicale riforma e con il reddito di cittadinanza da gestire ci sarà da mettersi le mani nei capelli.
Gabriele Manni - Per telefono da Roma
Se non ho capito male, ai beneficiari del reddito di cittadinanza proprio i Centri per l’impiego dovrebbero proporre nel tempo 3 possibilità di lavoro. A me sembra una barzelletta.
Franco Carta - Per e-mail da Frosinone
Forse stavolta si riuscirà a prendere più piccioni con una fava perché grazie al reddito di cittadinanza i Cpi saranno costretti a rinnovarsi e a rendersi finalmente utili.
Carla Rossetti - Per e-mail da Roma
La domanda è retorica: i Centri per l’impiego non hanno mai funzionato e, quindi, così come sono non ce la faranno mai a occuparsi del reddito di cittadinanza.
335.7758XXX
Se è vero che il reddito di cittadinanza comincerà ad essere erogato verso la fine di marzo, cioè tra poche settimane, come diavolo faranno i Cpi in così poco tempo a cambiare completamente pelle per rispondere ai nuovi compiti che il governo gli sta affidando?
Barbara Gabrielli - Per e-mail da Roma
Tutte belle intenzioni: i Centri per l’impiego con più personale e messi in rete in modo che possano interagire tra di loro e con le aziende. Un meraviglia perché è proprio ciò che dovrebbero fare. Il dubbio è su chi dovrà guidare la rivoluzione e quanto tempo ci vorrà. Per il reddito di cittadinanza la vedo dura.
Nello Bettini - Per telefono da Roma
Scusate, ma che cosa sono i Centri per l’impiego?
335.6619XXX
L’idea di rivitalizzare i Cpi mi pare giusta. Solo che adesso bisogna passare dalle parole ai fatti.
337.8521XXX
I Cpi possono svolgere un ruolo determinante nel mettere in contatto l’offerta con la domanda di lavoro. Finora non ci sono riusciti ma per il futuro sono ottimista.
338.6588XXX
Il Sondaggione. Le grandi opere tra sì e no. Ad avere la meglio sono però i pareri negativi
Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Tutte le grandi opere (compresa la Tav) devono essere fatte? a) Sì; b) No (per vedere direttamente i risultati pubblicati sul n. 22/2018 della rivista online LAVORO FACILE clicca qui). Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “I Centri per l’impiego sono pronti a occuparsi del reddito di cittadinanza? a) Sì; b) No”. Per rispondere c'è tempo fino al 27 dicembre. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero dell’11 gennaio 2019.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.
Io credo di sì, per due motivi fondamentali: 1) da anni in Italia non se ne fanno più con la conseguenza che stiamo rimanendo indietro rispetto al resto dell'Europa; 2) le grandi opere sono necessarie per la ripresa delle aziende pubbliche e private e quindi dell'economia in toto. Per questo sono un traino enorme per la ripresa!
Emiliano Madonna
È una domanda troppo approssimativa. Intanto perché "tutte"? Sembra sottintendere tutte o nessuna. Le grandi opere le decide il governo, facendo per ognuna un razionale confronto tra costi e benefici. Non le può decidere il cittadino perché non ne ha le competenze e perché potrebbe darne una valutazione parziale/egoistica e non di ampio respiro.
366.5667XXX
C’è sempre il pericolo della corruzione e delle infiltrazione malavitose. Ma non si può fermare tutto. Lo sviluppo del Paese dipende anche dalle grandi opere.
349.0341XXX
Non ci ho ancora capito niente. La Tav è utile oppure no?
335.2964XXX
Meglio vederci chiaro. Finora le grandi opere sono state granché, vedi il Mose che dovrebbe impedire l’acqua alta a Venezia.
320.0649XXX
Perché devono essere fatte? Boh…
339.2648XXX
Ormai stiamo assistendo solo a una serie di no. Si cominciò con le Olimpiadi e da allora tanti bandi sono rimasti nel cassetto. Okay, basta però decidere qual è la nostra strategia di sviluppo. Di questo passo finiremo in serie B.
Cesare Manni - Per e-mail da Roma
In Italia le grandi opere significano spreco di denaro.
338.9647XXX
A me il mondo imprenditoriale italiano non mi è mai stato tanto simpatico. Se lo Stato gli molla dei quattrini prova a darsi da fare, sennò ciccia. Però mi sento di condividere le critiche sulla mancanza di indirizzi da parte del governo. Insomma, dove vogliamo andare?
Liliana R. - Per e-mail da Pisa
Non si vogliono fare le grandi opere? Allora che si cominci dalle piccole. Per esempio dalle buche che hanno reso Roma più simile a una groviera che a una metropoli moderna.
338.3719XXX
Ma il ponte di Genova, che dovrà prendere il posto del Morandi crollato, non è una grande opera?
349.5388XXX
I sospetti verso le grandi opere non sono infondati. Basta vedere che fine hanno fatto tante iniziative del recente passato: devono costare una certa cifra ma poi tutto spesso raddoppia. È uno scandalo.
Anna Lombardi - Per e-mail da Roma
Il discorso non è complicato: lo Stato è in grado di controllare ciò che accade una volta che si comincia una grande opera? Altrimenti furbi e furbetti continueranno a farsi gli affari loro che certamente non sono i nostri.
Marco Fiaschi - Per e-mail da Roma
Perché la Tav non si dovrebbe fare? I sostenitori del no non mi convincono.
329.9758XXX
Se non facciamo le grandi opere, allora che cosa si dovrebbe fare? Le grandi opere guardano al futuro, alle necessità che l’Italia si troverà di fronte nei prossimi anni. Ai nostri figli rischiamo di lasciare in eredità il deserto.
Salvo C. - Per e-mail da Civitavecchia
Mi fanno sorridere coloro che dicono che prima di prendere una decisione occorre valutare costi e benefici. Ma dove vivevano prima? Sembra che siano atterrati da Marte l’altro giorno…
Paolo Massimi - Per e-mail da Roma
Non facciamo altri danni: fermiamo tutto.
348.0758XXX
Ma le grandi opere non significano anche posti di lavoro?
335.5426XXX
Non è per fare demagogia ma mentre si infilano zeppe nell’ingranaggio delle grandi opere contemporaneamente si dà il via libera al possesso delle armi. A guadagnarci saranno i costruttori di pistole e fucili. E solo quelli. Il futuro non lo vedo roseo.
Nedo G. - Per e-mail da Viterbo
Ci hanno fregato tante volte e ci hanno fatto buttare un sacco di soldi dalla finestra. Prendiamoci una pausa di riflessione.
328.2811XXX
Sono per decidere volta per volta, progetto per progetto.
333.4275XXX
Subito dopo la seconda guerra mondiale le grandi opere hanno rimesso in piedi l’Italia. Se oggi decidessimo di fermarle sarebbe un bel guaio.
335.8935XXX
Il Sondaggione. Ci conviene uscire dall’Europa? Da soli sarebbe tutto più difficile. Ma l’Unione ha esaurito la spinta e occorre migliorarla.
Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Tutte le grandi opere (compresa la Tav) devono essere fatte? a) Sì; b) No”. Per rispondere c'è tempo fino al 28 novembre. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 14 dicembre.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.
No, ma il governo dovrebbe tutelare di più gli interessi degli italiani.
340.5043XXX
Non c’è una visione comune sull’economia. Ho l’impressione che, finora, i Paesi più forti siano riusciti a imporre la loro linea. Questo non va bene e occorre metterci riparo.
320.8431XXX
Ho una certa età e quest’Europa senza più confini continua a piacermi. Certo, ci sono cose da migliorare ma sono convinto che tornare indietro sarebbe un errore.
339.7436XXX
Non capisco come uscendo dall’Europa i posti di lavoro possano aumentare.
366.1843XXX
Il dibattito pro o contro l’Europa è tutto ideologico. Per esempio, chi non è favorevole che cosa propone come alternativa? Non si capisce.
335.6428XXX
Ammettiamo che l’Italia se ne esca dall’Europa. Poi, soli soletti, dove andiamo a parare? In un mercato sempre più globalizzato, per noi sarebbero guai seri.
335.7329XXX
L’Europa l’abbiamo provata e non mi pare che i risultati siano granché. Se ce ne usciamo potrebbe andare meglio. Proviamoci.
348.4316XXX
Per me l’Europa è un cappio dl collo. Abbiamo perso la possibilità di decidere un autonomia del nostro destino, e questo non mi va bene.
339.7592XXX
L’idea di Europa di Altiero Spinelli era ben altra: tutti uniti per evitare nuove guerre e promuovere una maggiore giustizia sociale. In effetti, guerre non ce ne sono più state, almeno quelle combattute con le armi, ma in quanto a giustizia sociale è meglio lasciare perdere.
Marco Landolfi - Per e-mail da Roma
L’Europa può rilanciare l’economia e creare più occupazione. Ma occorre mettere d’accordo i diversi Paesi che formano l’Unione. Insomma, ci vuole una strategia che guardi con più attenzione verso chi ha più problemi dentro casa e ha bisogno di aiuto per risolverli.
Laura Finardi - Per e-mail da Roma
Se usciamo dall’Europa che cosa facciamo? Ci chiudiamo dentro i nostri confini e proviamo a tirare avanti contando solo sulle nostre forze? È vero che gli italiani sanno dare il meglio quando si trovano con le spalle al muro, ma non esageriamo…
Giulio M. – Per e-mail da Viterbo
Il sogno di un’Europa davvero unita è ancora lontano dal realizzarsi. Ma si deve insistere, aggiustando quello che finora non ha funzionato. Ritornare alle nazioni in ordine sparso sarebbe un salto nel buio.
340.5288XXX
Purtroppo si è perso il senso della storia. Com’eravamo non se lo ricorda più nessuno. Usciti dall’ultimo conflitto mondiale eravamo un Paese in ginocchio. Poi piano piano ce l’abbiamo fatta a diventare una delle maggiore potenze industriali del mondo. Buttare il bambino con l’acqua sporca non serve a nessuno. Correggere sì, azzerare tutto no.
Stefano Mauri - Per e-mail da Roma
Un vecchio slogan pubblicitario diceva: “Provare per credere”. Bene. Proviamo a uscire dall’Europa e vediamo che cosa succede. Tanto peggio di così…
338.8659XXX
Il lavoro si crea con un’economia che cresce. E per crescere l’economia non può non giocare a tutto campo sui mercati mondiali. Se usciamo dall’Europa siamo sicuri che poi da soli ce la facciamo a prevalere su chi oggi è già più forte di noi?
Pino Carli - Per e-mail da Firenze
Quest’Europa che ci dà ordini non mi piace. O c’è una svolta oppure è meglio tirarsi fuori.
339.1429XXX
Quanto conta oggi l’Italia in Europa? Non quanto dovrebbe e potrebbe. Di chi la responsabilità? Di chi ha guidato il Paese negli anni passati. Adesso, con il debito che abbiamo sul groppone, siamo messi davvero male e per provare a farci sentire non abbiamo che un’arma: minacciare di uscire dall’Unione mettendo così tutti in forte difficoltà. Ma è un’arma che va usata con grande abilità. Perché se ci dovessero rispondere: “Okay, allora addio”, poi dove andiamo a sbattere la testa?
Alberto S. - Per e-mail da Roma
Se chi deve decidere se restare o uscire dall’Europa sa che cosa significa scegliere l’una o l’altra opzione, allora che ce lo faccia sapere. Così si può discutere nel merito e non del sesso degli angeli.
Simone Rivalta - Per e-mail da Roma
Se l’Europa ci dà una mano l’economia può riprendere a tirare e, di conseguenza, ne trarrà beneficio anche l’occupazione. Fuori dall’Europa non c’è futuro, ma l’Unione va migliorata.
392.3641XXX
Il Sondaggione. Reddito cittadinanza ok, ma il lavoro? Piace l’assegno ai disoccupati però c’è anche chi dice…
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.
393.6814XXX
333.3029XXX
340.0850XXX
Madonna
333.4591XXX
347.0394XXX
389.0380XXX
338.7548XXX
335.9651XXX
329.4992XXX
349.6486XXX
Cesare Cribioli - Per e-mail da Roma
338.3427XXX
Rita Bonanni - Per telefono da Tivoli
Vittorio Rubini - Per e-mail da Roma
Alba Marcelli - Per e-mail da Roma
338.6218XXX
366.5238XXX
335.6238XXX
334.7621XXX
335.1769XXX
Enrico Antonelli - Per telefono da Roma
333.3865XXX
Vito Rossetti - Per e-mail da Firenze
389.7433XXX
Fabio Coletti - Per e-mail da Roma
Il Sondaggione. Tra decreto dignità e reddito di cittadinanza
Contratti migliori e soldi ai più deboli. Misure ok ma perché non si punta forte sul rilancio del lavoro?
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.
348.4312XXX
335.6549XXX
320.6815XXX
339.4866XXX
347.5893XXX
Pippo Cresci - Per e-mail da Roma
388.6553XXX
338.8648XXX
392.1322XXX
Marco S. - Per e-mail da Frosinone
Reddito di Cittadinanza
388.6849XXX
Carla Tintori - Per e-mail da Roma
334.6367XXX
Carlo Gioia - Per e-mail da Firenze
335.6851XXX
Anna Maria Belli - Per e-mail da Roma
335.6921XXX
348.8755XXX
335.7838XXX
348.2546XXX
Il Sondaggione. Quale governo per più lavoro? Tante formule in campo, però se si torna al voto…
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.
335.6468XXX
328.7141XXX
339.7324XXX
320.0507XXX
348.3197XXX
Cesare F. - Per e-mail da Roma
Riccardo Fassi - Per telefono da Roma
333.3029XXX
Mario Cimino - Per e-mail da Roma
339.7964XXX
335.5428XXX
Lina Micheli - Per e-mail da Roma
348.4388XXX
Vittoria Belli - Per telefono da Roma
T. F. - Per e-mail da Roma
Claudio R. - Per e-mail da Arezzo
320.8433XXX
339.7549XXX
347.8742XXX
335.6557XXX
338.7315XXX
339.1285XXX
Il Sondaggione. La proposta avanzata dal M5S: si farà il reddito di cittadinanza? La speranza c’è ma è forte anche lo scetticismo
Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Il reddito di cittadinanza (780 euro al mese) diventerà adesso legge? a) Sì; b) No; c) Lo spero”. Il Sondaggione si è svolto tra il 9 marzo e il 5 aprile. I risultati sono pubblicati sul n. 8/2018 della rivista online LAVORO FACILE, per conoscerli clicca qui. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Per rilanciare il lavoro quale formula di governo può essere più adatta? a) M5S-Lega; b) M5S-Pd; c) M5S-Forza Italia; d) M5S-Lega-Forza Italia-Fdi; e) M5S-Lega-Forza Italia-Fdi-Pd-Leu; f) Lega-Forza Italia-Pd; e) Altre: f) Nessuna”. Per rispondere c'è tempo fino al 3 maggio. I risultati di questo sondaggio con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul n. 9 del 18 maggio.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.
Sì, vorrei che diventasse legge.
339.5772XXX
Spero e mi auguro di sì perché, di questi tempi, in parecchi ne abbiamo bisogno.
377.9475XXX
Non si può scherzare con le attese della gente. Il reddito di cittadinanza ha animato la campagna elettorale e chi l’ha promesso adesso non può tirarsi indietro.
348.4328XXX
Se non lavori 780 euro al mese fanno comodo. Spero che il reddito di cittadinanza possa diventare legge ma temo che sarà difficile.
320.8745XXX
Ho visto lo speciale che “Lavoro Facile” ha dedicato al reddito di cittadinanza e ho appreso che verrebbe a costare allo Stato da 16-17 miliardi di euro in su. Ho letto anche come il M5S pensa di trovare le risorse necessarie. A me sembra tutto molto complicato.
Carlo P. - Per e-mail da Roma
Se c’è la volontà politica il reddito di cittadinanza può diventare una bella realtà.
366.1538XXX
Confesso che non ci sto capendo niente. Se ne è parlato molto prima delle elezioni mentre adesso il progetto pare passato in secondo piano. È vero che prima bisogna fare il governo ma chi ha proposto il reddito di cittadinanza farebbe bene a confermare che non ci saranno ripensamenti.
Marino Cerri - Per telefono da Roma
Lo spero. Finché il lavoro non tornerà ad essere alla portata di mano di tutti un sostegno a chi si trova in difficoltà è doveroso.
339.7581XXX
Ho letto che per una famiglia di quattro persone il reddito di cittadinanza può arrivare a quasi 2.000 euro al mese. Ma chi ci crede?
347.4529XXX
A guardare ciò che sta accadendo dopo le elezioni credo che ci sia poco da essere ottimisti.
340.5428XXX
Voglio crederci e voto “sì”.
338.8485XXX
Quelli del M5S sono gli unici che mi sembrano più sensibili a capire le difficoltà in cui vivono tantissimi italiani. Il reddito di cittadinanza può certamente essere una risposta. Sono però curioso di capire come faranno a quadrare i conti.
Marcello S. - Per e-mail da Civitavecchia
Che si sbrighino a fare il governo e che trasformino subito in legge la proposta sul reddito di cittadinanza.
334.6325XXX
Un conto è fare promesse e un conto è realizzarle. Questa è la politica in Italia. Non credo che il M5S ce la farà a portare a casa il reddito di cittadinanza così come ce lo hanno messo sotto gli occhi.
Gianna Simeone - Per e-mail da Roma
Non ci credo.
338.6826XXX
Lo spero ma non sarà semplice.
392.3647XXX
Quest’Italia spaccata in due (il Nord più sensibile alla riduzione delle tasse, il Sud al reddito di cittadinanza) non mi piace. Solo un governo forte e con le idee chiare potrebbe riuscire a fare una sintesi valida per tutto il Paese. Speriamo bene ma sarà dura.
Alberto B. - Per telefono da Latina
Promettere non costa nulla. Realizzare le promesse è un altro paio di maniche. Sono curioso di vedere come andrà a finire.
335.6479XXX
Sono sempre di più le persone che si trovano sotto la soglia di povertà. Per loro si deve fare qualcosa, e subito. Reddito di cittadinanza o meno.
Stefano Bruni - Per e-mail da Roma
Sondaggione. Dopo le urne che cosa succede?
Le elezioni, le novità e il lavoro. L’attesa è tanta ma in pochi adesso si sbilanciano.
Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Elezioni e nuovo governo avranno comunque un effetto positivo sul lavoro? a) Sì; b) No; c) Non cambierà niente”. Il Sondaggione si è svolto tra il 9 febbraio e l’8 marzo. Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Il reddito di cittadinanza (780 euro al mese) diventerà adesso legge? a) Sì; b) No; c) Lo spero”. Per rispondere c'è tempo fino al 5 aprile. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 20 aprile.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.
Lo spero veramente. Noi giovani abbiamo bisogno di un lavoro per crearci un futuro. Così nella disoccupazione e nella precarietà siamo solo sfruttati dalle aziende che promettono contratti a tempo indeterminato solo per tenerci finché gli fa comodo e poi… tutti utili nessuno indispensabile!
327.4970XXX
Durante la campagna elettorale era d’obbligo parlare di lavoro e del lavoro. Qualche impegno è stato preso. Vediamo adesso che cosa succede. Non sono ottimista.
388.5491XXX
Dipende dal nuovo governo. Passare dalle promesse ai fatti non è semplice. Con questa disoccupazione il Paese rischia di affondare.
347.3428XXX
Senza un’autentica svolta in economia c’è poco da stare allegri.
Cesare Mari - Per e-mai la Roma
Se si riuscisse a formare un governo con una buona maggioranza in Parlamento forse il tema dell’occupazione potrebbe risentirne positivamente.
348.2958XXX
Il clima non mi sembra positivo perché le elezioni non hanno determinato una maggioranza. Inoltre la guerra dei dazi annunciata dal presidente americano potrebbe pesare come un macigno sulla nostra fragile ripresa. Speriamo bene…
Gianni Roberti - Per telefono da Roma
Le elezioni non hanno risolto il problema della governabilità. E senza un esecutivo forte c’è poco da fare.
388.6395XXX
C’è da sperare che i flebili segnali di ripresa possano irrobustirsi. L’atmosfera, però, non mi pare delle migliori.
347.55537XXX
Aspettiamo con fiducia. Qualsiasi giudizio è oggi prematuro.
349.6433XXX
Sono ottimista per una semplice ragione: peggio di così non è possibile.
335.5436XXX
Guidare l’economia in un mondo globalizzato non è un scherzo. L’Italia, con il suo forte debito, deve stare attenta a non sbagliare le strategie.
337.8541XXX
A chi è disoccupato occorre dare delle risposte immediate. I risultati delle elezioni hanno detto che la gente è stanca delle promesse. Se non si prenderanno delle misure capaci di mettere quattrini nelle tasche degli italiani si andrà incontro a tempi anche drammatici sul piano sociale.
Claudia Mirabelli - Per e-mail da Roma
Sì, credo che la situazione cambierà in meglio.
366.5367XXX
L’Italia uscita dalle urne non è più quella di prima. Mi sta bene. Però adesso voglio vedere dei risultati: più lavoro e più serietà.
Nedo Borelli - Per e-mail da Latina
La scossa c’è stata. Devo ancora capire se è stato un bene o un male.
334.7934XXX
Onestamente non riesco a farmi un’opinione. La speranza è che il cambio di classe dirigente possa dare una sveglia all’Italia e al lavoro.
Luciano Marcelli - Per e-mail da Roma
Non cambierà niente.
333.3528XXX
Dipende. Se chi entrerà nelle stanze dei bottoni saprà manovrare con competenza e avrà le idee chiare allora…
389.7544XXX
Boh, le elezioni ci sono state, il nuovo governo è ancora in alto mare e chi è senza lavoro continua ad esserlo. Non è un bel panorama.
Vito Corsetti - Per e-mail da Ladispoli
Dopo le elezioni il lavoro è sparito dai radar. Se ne è parlato pochissimo prima e niente adesso. Meno male che ci sono alcune grandi aziende che continuano a cercare personale…
Flavio Morini - Per e-mail da Roma
IL SONDAGGIONE. IL 2018 SARÀ MIGLIORE DEL 2017?
Il 2018 sarà migliore del 2017? Molto dipende dal nuovo governo. Ma intanto gli scettici prevalgono sugli ottimisti.
Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “I segnali di ripresa ci sono ma il 2018 per il lavoro sarà migliore del 2017? a) Sì; b) No; c) La ripresa è troppo debole”. Il Sondaggione si è svolto tra il 1° dicembre e l’11 gennaio. Attualmente, sullo stesso sito (http://www.lavorofacile.info/) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “Sono sempre di più i contratti a termine: come li giudicate? a) Un’opportunità; b) Meglio di niente; c) Le aziende ne abusano; d) Dovrebbero essere regolati meglio”. Per rispondere c'è tempo fino all’8 febbraio. I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 23 febbraio.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.
333.7642XXX
Cesare Restivo - Per e-mail da Roma
328.7141XXX
328.2548XXX
380.1556XXX
335.8418XXX
333.1204XXX
346.8546XXX
333.4749XXX
320.3032XXX
340.5043XXX
338.4361XXX
329.4067XXX
347.5448XXX
338.2823XXX
349.6438XXX
Marco Giordano - Per e-mail da Roma
338.2659XXX
Corrado Bellucci - Per e-mail da Roma
Cinzia Restivo - Per e-mail da Firenze
Roberto Motta - Per e-mail da Roma
338.4659XXX
Rita Novelli - Per e-mail da Frosinone
335.7581XXX
345.8927XXX
Alessandro Sardo - Per e-mail da Roma
IL SONDAGGIONE. LEGGE DI BILANCIO: SOLO POCHI SANNO
Le misure del governo e il lavoro. Sull’occupazione resta forte lo scetticismo anche se…
Queste sono alcune delle risposte inviate dai lettori (e-mail, Sms, WhatsApp e telefono) in merito al Sondaggione: “Le misure contenute nella Legge di Bilancio favoriscono il lavoro?" a) Sì; b) No; c) Non le conosco”. Il Sondaggione si è svolto tra il 3 novembre e il 30 novembre.
Attualmente, sullo stesso sito (www.lavorofacile.info) è in corso un altro Sondaggione sul tema: “I segnali di ripresa ci sono ma il 2018 per il lavoro sarà migliore del 2017? a) Sì; b) No; c) La ripresa è troppo debole”. Per rispondere c'è tempo fino all’11 gennaio.
I risultati con i messaggi più interessanti saranno pubblicati sul numero del 26 gennaio.
Questa formula di indagine, che non si basa su un campione scelto ad hoc, vuole soltanto raccogliere le opinioni di chi, comunque, sente il bisogno di partecipare al dibattito sui temi relativi al lavoro proposti dall’attualità.
Al momento non me la sento di esprimere un giudizio anche perché non sono ancora riuscito a farmi un’idea.
335.1453XXX
Per i giovani c’è un occhio di riguardo ma non credo che si sia alla vigilia di una svolta. Si poteva fare di più.
320.0455XXX
Tra norme cancellate e norme inserite all’ultimo momento non ci si capisce granché.
339.5328XXX
Forse c’è chi è in grado di interpretare la Legge di Bilancio meglio di me. Personalmente non sono in grado di orientarmi.
338.6873XXX
Bonus di qui, bonus di là… meglio di niente ma per il lavoro ci vuole ben altro.
338.4328XXX
Dicono che la disoccupazione stia progressivamente riducendosi. A me, guardando in giro, non sembra…
349.6281XXX
L’economia manda segnali di ripresa e pure il lavoro pare risvegliarsi. Meglio così, però tutto si muove lentamente. Nella Legge di Bilancio non vedo miracoli. Del resto, con quel debito che ci trasciniamo dietro c’è poco da fare. Anzi, di cose da fare ce ne sarebbero parecchie ma ci vorrebbe un governo con le idee chiare e una maggioranza coesa e stabile.
Cesare R. - Per e-mail da Roma
Non è con questa Legge di Bilancio che si risolve il problema del lavoro.
334.8927XXX
Mi pare che più di prima ci sia la volontà di mettere mano seriamente al problema del lavoro. Ma le risorse di cui il Paese dispone sono all’osso. Ci vorrebbero grandi investimenti pubblici e la capacità di tagliare – finalmente e una volta per tutte – gli sprechi. C’è da sperare che il prossimo governo possa fare ciò che finora non è stato fatto.
Stefano Lisi - Per e-mail da Roma
Nei limiti della situazione generale mi pare che la Legge di Bilancio abbia tenuto nel giusto conto il tema del lavoro.
329.5547XXX
Agevolazioni alle imprese per l’occupazione giovanile, qualche ritocco al costo del lavoro, vari altri incentivi: nella Legge di Bilancio qualche sforzo per favorire il lavoro è stato fatto. Ma bisognerebbe fare molto di più.
Laura Comi - Per e-mail da Viterbo
Gli incentivi all’occupazione previsti dalla Legge di Bilancio riguardano essenzialmente i giovani. Mi va pure bene, visto che i nostri ragazzi non riescono a risolvere il problema del lavoro. Però ai quarantenni-cinquantenni che hanno perso l’impiego chi ci pensa?
Carlo Moretti - Per e-mail da Roma
La Legge di Bilancio riflette lo stato dell’Italia che non si è ancora ripresa dalla grande crisi. Certo, si può fare di più e meglio ma non me la sento di buttare a mare il percorso seguito negli ultimi anni.
Massimo S. - Per e-mail da Frosinone
La Legge di Bilancio? Alzi la mano chi ci ha capito qualcosa.
348.0766XXX
Le buone intenzioni ci sono. Resta da vedere se si riuscirà a metterle in pratica.
338.5329XXX
Questi incentivi all’occupazione dovrebbero essere più stringenti e mirati altrimenti si risolvono soltanto in un beneficio per le imprese che assumono quando il personale costa di meno e poi ne fanno a meno quando gli sgravi fiscali non ci sono più. È già accaduto e continuerà ad accadere.
Riccardo Masina - Per e-mail da Roma
Sono ottimista e dico sì.
335.5431XXX
È una domanda alla quale possono rispondere solo gli esperti. Io ho letto qua e là qualcosa sui giornali ma non sono riuscito a farmi un’idea.
345.4375XXX
Gli incentivi ci sono. Basteranno a rilanciare l’occupazione?
333.4284XXX
Un Paese in affanno, una Legge di Bilancio che ne risente pesantemente, qualche barlume di buon senso. Non siamo ancora fuori dalla crisi.
347.4659XXX
